Novecento
Collana diretta da Caterina Resta
Il secolo che da poco si è concluso non ci sta alle spalle, ma ci viene incontro, nel nuovo millennio che si annuncia, con l’onda d’urto delle questioni che in esso sono giunte a conflagrazione. Novecento non è solo il nome di un periodo storico segnato da eventi davvero dirompenti: l’affermarsi dei totalitarismi, Auschwitz, l’arma atomica, la cortina di ferro, il crollo del muro di Berlino, la globalizzazione, la crisi del Politico e il disastro della comunità, le sfide della tecnica e del post-umano, la devastazione ambientale, una costellazione cui, ancor prima di profilarsi all’orizzonte, con grande preveggenza, Nietzsche diede il nome di nichilismo, «il più inquietante degli ospiti».
Novecento è il nodo inestricabile di tutti questi problemi, e di quelli ad essi strettamente intrecciati, in primo luogo la crisi irreversibile del Soggetto moderno, che oggi con urgenza chiedono di essere pensati, tornando a scandagliare quella che indubbiamente è stata una straordinaria stagione filosofica, di cui non possiamo non riconoscerci gli eredi e la cui potenza di interrogazione è ancora ben lungi dall’essersi affievolita.
Novecento, dunque, non allude alla mera delimitazione di un arco temporale, ma a quel tempo non ancora passato perché aperte e ineludibili rimangono le sue domande, alle quali non solo la filosofia non può sottrarsi, ma cui ha il compito, per il tempo a venire, di tentare di trovare qualche risposta.
Comitato scientifico
Gérard Bensussan (Università di Strasbourg), Gianfranco Dalmasso (Università di Bergamo), Günter
Figal (Università di Freiburg i.B.), Eugenio Mazzarella (Università di Napoli), Giusi Strummiello (Università di Bari)
Nell’orizzonte dell’incessante produzione di lavoro, tipica della tarda modernità, Ernst Jünger (1895-1998) emerge come una figura in grado di elaborare una tra le più acute rappresentazioni del ‘mondo nuovo’, tanto da costituire un terreno di confronto
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n una celebre intervista concessa al settimanale tedesco “Spiegel” e pubblicata dopo la sua morte, Heidegger asseriva: “È per me oggi un problema decisivo come si possa assegnare un sistema politico – e quale – all’età della tecnica”.
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Nell’età della morte di Dio, Nietzsche lascia insistere la filosofia sulla soglia della sua estinzione e, conducendola al di là della sua rappresentazione tradizionale, ne collauda la metamorfosi poetica, letteraria, artistica. La filosofia non parla più
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“Che cos’è l’uomo?”. A questa capitale domanda la meditazione heideggeriana ha cercato di rispondere innanzi tutto attraverso una radicale decostruzione dei concetti chiave della soggettività moderna e della dignitas umanistica. Il presente studio si conc
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Come ripensare l’umano di fronte alle tante sfide che, dal passato e dal futuro, sempre più lo accerchiano? Certamente evitando di ingaggiare polemiche e discussioni che, lungi dal misurarsi con la complessa tradizione da cui proveniamo, finiscono col con
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L’edizione completa degli scritti che Blumenberg, nell’arco di più di quarant’anni, ha dedicato a Ernst Jünger, testimonia un persistente e singolare interesse del teorico
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Il testo - il primo dell'autore tradotto in lingua italiana - si compone di una serie di saggi sui risvolti etico-politici del pensiero di Emmanuel Levinas.
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“L’ultimo degli Ebrei”: così Jacques Derrida, da un certo momento in poi, ha scelto di presentarsi, lasciando emergere, in maniera volutamente paradossale, la propria provenienza di ebreo algerino di lingua francese.
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