Ve lo do io Pannella. Quando Beppe Grillo cominciò a fare il comico, Giacinto Pannella detto Marco siedeva già da un anno in Parlamento. Era il 1976 quando alla Camera dei Deputati irruppe con la pattuglia dei primi 4 parlamentari radicali. A raccontarlo in sala Stucchi, attraverso un libro rigorosamente a ruota libera perché inutile comprimere il personaggio nell?ambito di un racconto rigoroso, Alessandro Tessari. Professore, già deputato di Pci e poi di Pr, amico, collega, estimatore, testimone comunque critico. E siccome il personaggio non si può "maneggiare" seguendo i canoni classici - un po? perché ancora vivo e vegeto molto per il suo genio e sregolatezza - ecco che a completare il ritratto giungono anche l?onorevole Giorgio Conte (Fli) ed il presidente del consiglio comunale di Vicenza Gigi Poletto. Ne viene fuori così un libro ("Raccontando Pannella... a ruota libera", ed. Mimesis) che risulta un fan! tastico spaccato di archeo-politica da gustare come un buon vino. «Non è una biografia storica né un profilo politico: è una favola» ammonisce Tessari. Che aggiunge: «Ancora oggi di questo 82enne dalla spettacolare presenza fisica, capelli bianchi fin da giovane, occhi da sparviero ma sorriso da seduttore, continua a battersi per diritti anche incomprensibili per la gente. Potrebbe starsene al sole delle Maldive ed invece digiuna per i carcerati». Pannella si ama e si odia, unisce e divide facendo politica con i mezzi dell?antipolitica, ma la ricerca ossessiva della legalità, la lotta alla partitocrazia, la grande stagione dei diritti civili sono meriti tutti suoi. Mise in luce l?assurdo che il Parlamento lavorasse solo una giornata e mezza, il mercoledì ed il giovedì». Un libro da leggere per capire anche l?attualità e perché «quest?uomo, ignorato dai grandi media, che si fa detestare da tutti, resti l?unica isola dove la politi! ca non abbia fatto brulicare il mercato gli affari». R.L.
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