Schelling F.W.J., Le divinità di Samotracia, 2002, pp. 106, Isbn 9788884831088, a cura di F. Viganò, Euro 8,00
Schelling è una delle menti più irrequiete e appassionate nel panorama della filosofia classica tedesca, cui si deve un infaticabile e poliedrico interesse per i diversi campi della filosofia. Le divinità di Samotracia (1815) è un testo affascinante, che dietro un apparato di note erudite e di dotti riferimenti alle lingue orientali affaccia un'importante ipotesi teorica: nell'antico culto delle divinità di Samotracia, i Cabiri, sarebbe celata la chiave del sistema archetipico delle credenze umane, antecedente a tutti i documenti scritti, le mitologie e le religioni di cui la storia ha conoscenza.
La comprensione di questo culto misterico, i cui segreti erano riservati alla cerchia degli iniziati, dischiude la struttura originaria e fondamentale della coscienza mitologica e religiosa.
Il presente volume è stato curato e introdotto da Federica Viganò.
Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling (1775-1854) è il più noto esponente filosofico del Romanticismo tedesco. Compì i suoi studi a Tubinga, insieme a Hegel e a Hölderlin. Grazie al suo precoce ingegno si assicurò la protezione e l'amicizia di Goethe e di Fichte. Divenuto discepolo e collaboratore di quest'ultimo a Jena, gli subentrò poi nell'insegnamento universitario. Successivamente, ricoprì vari incarichi presso le più prestigiose università della Germania.


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