Böhme Jacob, La vita sovrasensibile. Dialogo tra un maestro e un discepolo (1624), 1998, pp. 89, Isbn 9788887231052, testo tedesco a fronte, a cura di Luciano Parinetto, Euro 6,71
Mistico, teosofo, alchimista, mago post-rinascimentale tedesco Jacob Böhme (1575-1624), coi suoi concetti, la sua dialettica e il suo vocabolario giunge a influenzare non solo la dialettica hegeliana e la speculazione del romanticismo tedesco (e Schopenhauer), ma persino, oggi, Ernst Bloch. D’altra parte, il giovane Marx gli dimostra spiccata simpatia. E si capisce. Sia pur nella sua prospettiva magica, Böhme giunge, assieme ad alcuni grandi mistici tedeschi che lo precedono, ad una radicalissima critica della proprietà privata e indica in questa alienazione il maggiore ostacolo per la vita sovrasensibile. Questi temi sono particolarmente evidenti nel trattatello qui presentato per la prima volta in traduzione italiana a cura di Luciano Parinetto.
Luciano Parinetto (1934-2001), oltre che collaboratore di questa casa editrice è stato anche un caro amico. Nelle quarte di copertina la sua autopresentazione cominciava così: "Luciano Parinetto, bresciano, lavora (e sopravvive) a Milano". Docente di Filosofia morale all’Università statale di Milano, è stato autore di numerosi testi su Marx, stregoneria, magia, alchimia e filosofia. Per i tipi di Mimesis, oltre ad aver pubblicato Il ritorno del diavolo, ha tradotto e commentato con ampie introduzioni Nicola da Cusa, L. Feuerbach, Angelus Silesius, Eraclito, Hegel-Hölderlin, G.E. Lessing, Böhme, Giordano Bruno, M. Heidegger.


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