Adorno Th. Wiesengrund, Canetti Elias, Gehlen Arnold, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano,1995, pp. 107, Isbn 9788885889965, a cura di Ubaldo Fadini, Euro 11,36
Se c’è un elemento che accomuna pensatori così diversi come Adorno, Canetti e Gehlen, è l’affermazione del carattere profondamente sovversivo dell’esistenza, almeno in termini di possibilità. Su questo argomento vertono principalmente le riflessioni che i tre autori intrecciano nelle conversazioni di questo volume.
In canetti la proclamazione senza incertezze del diritto del vivente alla metamorfosi continua si accompagna alla critica di ogni forma di organizzazione del potere che definisca in termini burocratici e ideologici l’irrinunciabile desiderio di libertà. Adorno, nelal sua riproposizione del tema della soggettività, non riducibile alal razionalità moderna, fa ancora valere la concretezza del sociale, marxianamente segnato dall’incomprimibile versatilità del lavoro vivo e dalle soggettività che da esso emergono; Il punto di vista "antropologico" assunto da Gehlen vuole invece affrontare la complessa questione di come un essere esposto come l’uomo — una sorta di "animale non consolidato" (F. Nietzsche) — possa conservarsi in vita.
Ubaldo Fadini insegna alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Tra i suoi libri: Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen, Milano 1988 e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna, Napoli 1991, Deleuze plurale. Per un pensiero nomade, Bologna 1998, Principio metamorfosi. Verso un’antropologia dell’artificiale, Milano 1999.


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