Seveso G., Armati, mio cuore. Modelli educativi femminili nel teatro di Euripide, 2002, pp. 127, ISBN 9788888363110, euro 13.
"Armati, mio cuore": sono le parole che Medea, donna e straniera, pronuncia con passione sulla scena, prima di commettere atti sorprendenti, efferati e a tempo stesso coraggiosi. Ma quale rappresentazione del femminile emerge dalla tragedie cassiche, in particolare di Euripide? Medea, Alcesti, Ifigenia, Elena, Andromaca, le Baccanti sembrano racchiudere spinte emancipative e tracce di un'etca tradizionale, stereotipi antichi e nuove rappresentazioni. Forse questo intreccio affascinante e complesso testimonia di un dibattito velato, ma tuttavia persistente, sul ruolo e sull'educazione della donna, dibattito che innerva i testi filosofici, tragici, comici, dell'Atene del V secolo.
Il modello proposto dalla drammaturgia classica rivela il fascino connesso ad una particolare modalità di formazione del cittadino, quale il teatro, modalità capillare e complessa, che annovera fra le sue regole l'esclusione della donna dalla scena permette solo uomini-interpreti, ma che guinge a presentare figure di eroine appassionate, coraggiose, luminose, seducenti.
Gabriella Seveso insegna Storia della Pedagogia preso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si occupa della tematica della differenza di genere nei contesti educativi, nonché della storia dell'educazione delle bambine e delle donne. su questa tematica ha pubblicato numerosi articoli e saggi, oltre ai volumi: Per una storia dei saperi femminili, Unicopli, Milano 2000; Come ombre leggere. gesti, spazi, silemzi nella storia dell'educazione delle bambine, Unicopli, Milano 2001; Fumette. Valentina, Eva Kant, Lara Croft e le altre, Unicopli, Milano 2000. Ha lavorato come consulente e come formatrice in alcuni servizi educativi dele province di Como, Bergamo e Milano.


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