Invitto Giovanni, L'occhio tecnologico. I filosofi e il cinema, 2005, pp. 237, Isbn 9788884832863, Euro 13,00
Dalla sua nascita a oggi il cinema si è spesso ispirato alla filosofia. Ma altrettanto ricco è il rapporto inverso, quello per cui è la filosofia a prendere lo spunto dalla grande e fantastica fabbrica delle immagini. Il libro approfondisce i due lati di questa interessante relazione. Da Aristotele a Merleau-Ponty la filosofia ha sempre riflettuto su un’esperienza apparentemente semplice come quella del vedere. Ma le domande sono tante, soprattutto quando la tecnologia ci permette letteralmente di inventare nuove immagini e nuovi modi di vedere. Il volume è un percorso a tutto tondo su questi temi.
Giovanni Invitto è docente di Filosofia Teoretica ed Estetica presso l’Università di Lecce. Tra le sue pubblicazioni: Le idee di Felice Balbo (1979), Merleau-Ponty e la filosofia come vigilanza (1981), Sartre dal “gioco dell’essere” al lavoro ermeneutico (1988), Esistenzialismo e dintorni (1992), Alain. Un filosofo dei segni (1999), Sartre. Dio: una passione inutile (2001). Dal 1987 dirige la rivista quadrimestrale di filosofia «Segni e comprensione». Suoi saggi sono stati pubblicati o tradotti in Francia, Belgio, Brasile, USA. Per i tipi di Mimesis è uscito il testo La tessitura di Merleau-Ponty. Ragioni e non-ragione nell’esistenza (2002).


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