
Tagliavia Grazia, Critica della parvenza. Kant, Hegel, Schelling, 2008, pp. 262, Isbn 9788884835208, Euro 18,00
La parvenza ha sempre richiamato il senso di un che di contrapposto tanto alla verità quanto alla realtà. Eppure, ricostruita attraverso le pagine di Kant, Hegel e Schelling, essa può rivelarsi chiave preziosa per accedere a una dimensione che all’umano appartiene ancor più e ancora prima di ogni verità: la storicità. Avventurarsi nell’orizzonte ‘burrascoso’ della parvenza, spingersi oltre la ‘verità’ – al di là delle elaborazioni teoriche assicurate nei sistemi del pensare e al di là dei risultati conseguiti dalla scienza e resi suscettibili di fruizione strumentale dalla tecnica – costituisce per l’uomo contemporaneo una sfida ineludibile sul cammino della riscoperta del senso del suo essere.
In questo volume la ricerca sul tema dell’inizio si fa vincolo tra piano teoretico e piano pratico, illuminato dal nodo che lega parvenza e inizialità; mentre gli autori, Kant, Hegel e Schelling, si fanno materia di originale riflessione per la fondazione di un nuovo orizzonte di lettura della storia.
Grazia Tagliavia è professore associato di Filosofia della storia all’Università di Palermo. È autrice di due volumi su Hegel, La storia come fenomenologia dell’assoluto in Hegel e Inizio e cominciamento. Filosofia ai confini; ha pubblicato in riviste e raccolte nazionali e internazionali numerosi saggi e articoli sulle tematiche idealiste e, più di recente, anche sulla filosofia di J. Patocka. Fa parte della redazione del «Giornale di metafisica».


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