
Tedesco Salvatore, Forme viventi. Antropologia ed estetica dell'espressione, 2008, pp. 188, Isbn 9788884837813, Euro 18,00
L’idea di una scienza estetica della forma vivente è l’obiettivo di questo libro; le relazioni fra antropologia filosofica ed estetica nel pensiero tedesco ne sono l’oggetto, a partire dal motivo “goethiano” della forma vivente e dal tema così decisivo della sua peculiare temporalità, per proseguire con l’analisi del movimento espressivo, inteso come momento decisivo di costruzione di un’antropologia estetica, e con la sperimentazione del valore antropologico dell’esperienza estetica. La riflessione schilleriana sulle relazioni fra movimento volontario e simpatetico nel quadro della costruzione dei grandi modelli antropologici della grazia e della dignità, il capovolgimento nazista della scienza della forma vivente in una scienza della morte, e infine l’utopia celaniana di un dialogo poetico dopo Auschwitz costituiscono infine tre cruciali gradienti storici nella costruzione di un’estetica come “scienza dell’uomo”.
Salvatore Tedesco insegna Storia dell’estetica all’Università di Palermo; il suo ambito di ricerca riguarda l’estetica barocca, quella del Settecento da Baumgarten a Kant, l’estetica fisiologica, la sistematica dell’estetica nel Novecento, l’antropologia filosofica. Collabora con numerose riviste italiane e tedesche; fra le sue pubblicazioni, insieme alla cura dell’edizione italiana degli scritti di Baumgarten (si ricorda A. G. Baumgarten, L’Estetica, Palermo 2000), si segnalano sei monografie, fra le quali L’estetica di Baumgarten, Palermo 2000, Le sirene del Barocco, Palermo 2003, Il metodo e la storia, Palermo 2006.


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