Hensel Jana, Zonenkinder. I figli della Germania scomparsa, 2009, pp. 246, Isbn 9788884838346, Euro 16,00
Berlino, 9 novembre 1989: cade il muro che per 28 anni ha tagliato in due la città. L’apertura della frontiera tra le due Germanie – uno dei confini più sorvegliati al mondo – segna la fine di un’epoca. Per la Germania comunista, invece, segna l’inizio della fine: esautorato il regime, prende il via una serie
di cambiamenti che porteranno alla riunificazione con la Germania occidentale il 3 ottobre 1990 e alla scomparsa dello stato dalle carte geografiche. Un intero mondo di valori culturali e materiali cancellato a tappe forzate: la vita,
il pensiero e lo stesso modo di esprimersi dei tedeschi dell’Est ne risulteranno stravolti. Come lo vissero i diretti interessati?
Zonenkinder – I figli della Germania scomparsa ci dà una risposta. È la testimonianza di una generazione che nel 1989 ha sperimentato al tempo stesso la fine di uno stato e della propria adolescenza. Osservatrice e assieme protagonista dei fatti narrati, l’autrice rende conto in queste pagine di uno shock culturale vissuto da milioni di persone.
Jana Hensel, è nata nel 1976 nei pressi di Lipsia; attualmente vive e lavora a Berlino. Con Zonenkinder (2002), suo esordio letterario, ha suscitato scalpore e accesi dibattiti. Nel 2008 è uscito Neue deutsche Mädchen, altro testo autobiografico-generazionale, scritto a quattro mani con Elisabeth Raether. Questa è la prima traduzione italiana di una sua opera.


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