di Amelia Crisantino
Nel saggio Mezzi maschi Giuseppe Burgio pubblica il risultato di una ricerca etnopedagogica durata cinque anni, condotta a Palermo attraverso la raccolta di storie di vita di adolescenti maschi e omosessuali. Una ricerca difficile perché, scrive Burgio, se in genere degli adolescenti si sa poco di quelli omosessuali si sa pochissimo. Il ricercatore si muove quindi in uno spazio teorico connotato dall´assoluta mancanza di studi pedagogici e la sua indagine, pioneristica almeno in Italia, comincia col chiarire i confini del campo di ricerca.
Per evitare i pericoli del «colonialismo scientifico» - e dare voce agli adolescenti - vengono trascritte le storie narrate da un gruppo di ragazzi che frequentano scuole diverse ma si ritrovano negli stessi locali, nello stesso giro di amicizie. Nel contempo si osservano le loro condizioni di vita, l´integrazione scolastica e le relazioni familiari. Una variabile importante è il vivere nel Meridione, dove le dinamiche di genere definiscono gli omosessuali come «mezzi maschi» e versione perdente di una mascolinità egemonica. Dai racconti dei ragazzi emerge il disagio, ma anche la spinta a costruirsi positivamente come soggetti: c´è il fastidio per il vittimismo che emargina e l´assenza di positivi punti di riferimento teorico. Soprattutto troviamo l´adozione quasi istintiva di strategie di gruppo, essenziali per resistere alla diffusa violenza fisica e verbale del contesto urbano.


MIMESIS FRANCE

Compra online su Internet BookShop!