
Rezzara Anna, Un dispositivo che educa. Pratiche pedagogiche nella scuola, 2009, pp. 130, Isbn 9788857500171, Euro 13,00
Parlare della scuola come dispositivo che educa significa voler riaffermare una sua specifica intenzionalità ed efficacia educativa. Ma questa può apparire oggi un’affermazione azzardata o controcorrente visto che i discorsi sulla scuola mettono per lo più in evidenza la fatica, il disagio, la perdita di senso e di incidenza dell’esperienza scolastica, che attraversano tutti i suoi protagonisti. Proprio per questo ci sembra importante riproporre l’interrogativo di come la scuola possa recuperare e interpretare il suo compito educativo. Questo libro vuole contribuire a ciò pensando alla scuola reale, ai suoi gesti e discorsi quotidiani, alle pratiche del suo lavoro di formazione. E sceglie in particolare di occuparsi di alcune pratiche che massimamente sembrano esprimere l’attitudine educativa della scuola: il progettare, il valutare, l’orientare. Perché è la pratica di queste dimensioni pedagogiche trasversali che fa sì che “fare scuola” significhi progettare e istituire campi di esperienza educativa, costruire e presidiare ambienti e condizioni in cui apprendere, accompagnare e sostenere i percorsi di formazione, aprire conoscenza e consapevolezza di che cosa e come si apprende.
Anna Rezzara è docente di Pedagogia generale e di Fondamenti della consulenza pedagogica nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. È membro del gruppo di Clinica della formazione e Presidente del Centro Studi Riccardo Massa. Impegnata nella formazione dei formatori scolastici e responsabile dell’Area di Scienze dell’educazione nella Scuola interuniversitaria lombarda di specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria.


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