Vittorio Macchioro
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Vittorio Macchioro (Trieste, 1880 – Roma, 1958): archeologo fra i più importanti della sua generazione, collaboratore di Amedeo Maiuri a Napoli e a Pompei, è tra i più importanti studiosi a livello internazionale di orfismo. Il maggiore contributo resta, senza dubbio, il libro Zagreus. Studi intorno all’orfismo (2a edizione ampliata Vallecchi) non più ristampato dopo il 1930: vera summa filologica e filosofica del suo lavoro di antichista. Macchioro riesce a influenzare i grandi storici delle religioni del suo tempo, fra cui il giovane Ernesto de Martino, suo futuro genero, e lo studioso rumeno Mircea Eliade, di cui i carteggi, in grandissima parte inediti, ci offrono preziosa e copiosa testimonianza. La produzione di Macchioro non si limita al solo campo scientifico, ma raggiunge diversi generi letterari e artistici. Citiamo, tra i titoli più significativi: Il Simbolismo nelle figurazioni sepolcrali romane. Studi di ermeneutica (1909); Zagreus. Studi sull’orfismo (1920); Eraclito. Nuovi studi sull’orfismo (1922); Orfismo e paolinismo. Studi e polemiche (1922); Lutero (1925); Teoria generale della religione come esperienza (1922); Roma capta. Saggio intorno alla religione romana (1928); Orfeo. Tragedia mitica (1929); La villa dei misteri in Pompei, e il romanzo, Il gioco di Satana (1939). Dopo la promulgazione delle leggi razziali, nel 1938, Macchioro, in quanto ebreo, viene escluso da ogni attività. Muore a Roma nel 1958. Da allora, un lungo oblio è seguito alla sua memoria.