A dèi ignoti
  1 risultati

Collana diretta da
Luigi Berzano, Roberto Revello

Le religioni tradizionali – sia a livello di pratiche, sia come concezione-del-mondo – si trovano attualmente in una crisi profonda. Il loro antagonista principale sembra oggi rappresentato, più che da forme (anch’esse tradizionali) di ateismo, da una sempre più diffusa e consapevole spiritualità ‘laica’, capace di esprimersi sia in pratiche di vita, sia in atteggiamenti di fondo verso temi e problemi fondamentali dell’esistenza.

 A noi sembra, tuttavia, che un’altra strada sia presente, anch’essa di tipo ‘religioso’. É evidentemente una religiosità del tutto diversa da quelle tradizionali: disinteressata a qualsiasi costruzione ‘teologica’ di fondo, attenta invece a un pantheon personale, diverso per ogni soggetto, e profondamente imbricato con la vita e i bisogni del suo portatore. E ancora, una decisa materializzazione del ‘divino’ in tutte le sue forme, - in opposizione al multisecolare percorso di smaterializzazione compiuto dal monoteismo cristiano. Una religiosità, finalmente, che non dà ordini al corpo, ma dialoga con esso quasi ‘alla pari’.

Di fatto, un pantheon fai-da-te, guidato dai bisogni del soggetto, scettico verso ogni gerarchia e disinteressato a qualsiasi dogma, - compreso quello dell’unicità del divino.

Il titolo della collana – A dèi ignoti – riassume tutto questo. Esso richiama la nota dedica di un’ara che si ergeva nell’Atene post-classica (ne parlano gli Atti degli Apostoli): una dedica che l’apostolo Paolo, citandola, aveva ‘monoteizzato’, facendola diventare ‘Al dio ignoto’ (una formula che sarebbe diventata famosa). Il recupero della versione originaria vuole significare senso di incertezza e, insieme, volontà di ricerca, rifiuto di dogmi e accettazione del nuovo, in una prospettiva di riappropriazione di esperienze, idee e emozioni che stanno alla base di ogni libera traiettoria ‘religiosa’.