Josef Dietzgen

L'essenza del lavoro mentale umano e altri scritti

Informazioni
Collana: Filosofie
2009, 200 pp.
ISBN: 9788857500034
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Sinossi

Ha ancora senso parlare oggi del «materialismo» da un punto di vista filosofico? E se sì, in che termini? È questa la domanda fondamentale a cui le opere che presentiamo ora al pubblico italiano rispondono in maniera ampia ed esaustiva. L’autore di queste pagine, Josef Dietzgen, è riuscito a dare forma compiuta al dilemma che da Platone ad Aristotele, da Spinoza a Kant, da Fichte a Hegel ha attraversato l’intera filosofia occidentale. E lo ha fatto, come riconobbero gli stessi Marx ed Engels che indicarono in Dietzgen il vero creatore delle basi filosofiche del materialismo, con una radicalità teorica e un respiro dell’interrogazione che lo pone su tutt’altro piano rispetto a quell’incedere cui è ridotta oggi la filosofia in quanto «citatologia». Quest’ultima è infatti rimasta il solo parametro accademico per i concorsi universitari, dal momento che alla filosofia è stato tolto ogni ruolo fondativo della società e della storia. Così questo autodidatta di genio non solo ha risolto e superato con gesto esemplare l’antinomìa tra «spirito» e «materia» su cui si è arrovellato fin dalla grecità il pensiero occidentale, ma ci ha fornito anche uno strumento di comprensione dell’essenza del lavoro mentale umano tuttora indispensabile. Ne emerge così un’immagine del materialismo (storico e dialettico) profondamente diversa e quasi capovolta rispetto alla vulgata ufficiale. Ma a patto che, naturalmente, si sia di nuovo capaci di andare alla radice delle cose stesse. È questa la grande sfida, come evidenzia il curatore Paolo Sensini nella sua ampia introduzione al volume, che ci pone di fronte l’opera di Dietzgen in un mondo inquieto e crepuscolare come quello presente.

 

Josef Dietzgen è nato il 9 dicembre 1828 a Blankenberg (Colonia). Dopo aver lavorato per alcuni anni nella bottega di conciatore del padre, emigra a varie riprese negli Stati Uniti e poi in Russia. Durante il suo soggiorno a San Pietroburgo (1864-1868) scrive Das Wesen der menschlichen Kopfarbeit (L’essenza del lavoro mentale umano), che viene pubblicato per la prima volta ad Amburgo nel 1869. Rientrato in Germania, continua il suo mestiere alternando sempre il lavoro con lo studio. In questo periodo, oltre a vari articoli, redige anche un certo numero di opuscoli. Tornato in America del Nord nel 1884, partecipa alle impetuose lotte operaie collaborando con varie testate rivoluzionarie. In questi anni scrive le Streifzüge eines Sozialisten in das Gebiet der Erkenntnistheorie (Incursioni di un socialista nel campo della teoria della conoscenza), pubblicato a Zurigo nel 1887, e Das Akquisit der Philosophie (L’acquisizione della filosofia). Muore a Chicago il 15 aprile 1888.