Bruno Accarino

Ostilità

Il mosaico del conflitto

Informazioni
Collana: Filosofie
2011, 168 pp.
ISBN: 9788857507422
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Sinossi

L’ostilità è un indicatore di fenomeni e di eventi che non appartengono solo alla condizione estrema della guerra e che con quest’ultima intrattengono anzi un rapporto spesso remoto. Eppure le immagini del nemico, anche quando non sono appariscenti, non cessano di determinare le forme di convivenza sociale e le architetture istituzionali. In quanto tale l’ostilità contiene sempre la possibilità dell’eccesso: può concretizzarsi come annientamento, come sterminio, come volontà di cancellazione del nemico. Ma questa minaccia permanente di sconfinamento può essere frenata da controtendenze che sembrano ripristinare una perduta armonia o almeno una tregua non evanescente. Da un lato vanno accantonate le illusioni della «integrazione attraverso il conflitto», cioè le illusioni che riducono il conflitto ad uno stimolo incruento e perfino benefico, quasi ad un esperimento ludico: sarebbe così accreditata l’idea che la coesistenza sia, all’interno dei collettivi umani, un dato scontato e accessibile e non – come di fatto è – assolutamente improbabile. Dall’altro lato è necessario monitorare i punti in cui situazioni di ostilità che non trovano piena espressione in un conflitto aperto e leale rischiano di travolgere ogni equilibrio. Accarino convoca un autore classico (Kant) e alcuni protagonisti del pensiero politico-sociale del Novecento (da Georg Simmel a Niklas Luhmann, da René Girard a Michel Serres) per far luce su quello che appare essere non un quadro unitario e definito, ma piuttosto un mosaico dell’ostilità: una rappresentazione fatta di frammenti eterogenei, di ideologie, di narrazioni e naturalmente di violenza.

Bruno Accarino insegna Filosofia morale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze. Tra i suoi scritti sono da ricordare Rappresentanza (Il Mulino, 1999, tr. spagnola Nueva Vision, 2003) e, per i tipi di Mimesis, Daedalus. Le digressioni del male da Kant a Blumenberg (2002), Le frontiere del senso. Da Kant a Weber: male radicale e razionalità moderna (2005) e il volume collettaneo Espressività e stile. La filosofia dei sensi e dell’espressione in Helmuth Plessner (2009). Di Plessner ha curato l’edizione italiana de I limiti della comunità (Laterza, 2001) e di Potere e natura umana (manifestolibri, 2006).