Gianluca Cuozzo

Raffigurare l'invisibile

Cusano e l’arte del tempo

Informazioni
Collana: Morphé
2012, 200 pp.
ISBN: 9788857508320
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Sinossi

In tutta la sua opera, Cusano ricorre a esempi riferiti all’arte e a giochi di carattere sociale – il gioco della palla, quello della trottola e dell’icona del Cristo onniveggente. Nel suo pensiero è presente un momento “immaginale” che lo accosta, del tutto naturalmente, all’arte e alla rappresentazione artistica. Alcuni artisti e teorici dell’arte, tra cui Alberti e Jan van Eyck, sembrano avergli suggerito esempi e formule feconde a livello filosofico; altri, come Dürer e Leonardo da Vinci, paiono aver ripreso dai suoi scritti dottrine facilmente assimilabili al linguaggio dell’arte. In un caso soltanto questo rapporto risulta documentabile: quello tra Cusano e il pittore Leonardo da Bressanone, autore di un sorprendente affresco del Dio trivultus. Centrale, anche in questo caso, è la raffigurazione pittorica del “non raffigurabile”, di quanto supera ogni figura e immagine. In questo episodio, dunque, una pittura mistica – che, a rigore, “non raffigura nulla” – s’incontra con un pensiero filosofico il cui oggetto eccede ogni nome, immagine e concetto.

Gianluca Cuozzo è docente di Filosofia teoretica all’Università di Torino. Ha dedicato i propri studi a Löwith, Gioberti, Cusano, Bruno e Benjamin. Negli ultimi anni ha rivolto i propri interessi da un lato al nesso tra dottrine artistiche e riflessione filosofica, dall’altro ad alcuni narratori statunitensi (Don DeLillo, Paul Auster, Philip K. Dick) e al tema delle utopie classiche e postmoderne. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano: Dal “panteismo ontoteistico” alla “teologia infinitesimale”, Torino 2007; L’Angelo della melancholia, Milano-Udine 2009.

CIRM
Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Morfologia
“Francesco Moiso” Università degli Studi di Udine