Raffaele Federici

Sociologie del segreto

Informazioni
Prefazione di: Ali Ait Abdelmalek

Collana: Eterotopie
2012, 136 pp.
ISBN: 9788857508351
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Sinossi

I fatti dei segreti sembrano “colpire” diversamente, esistono, e non è possibile fare nulla, indipendentemente dagli schemi concettuali e dagli apparati percettivi: di fronte al segreto non è possibile chiudere gli occhi ma occorre probabilmente separare per aprire un possibile confronto fra mondi interiori e mondi esteriori. Da un punto di vista strettamente cognitivo, ogni persona tende a confondere la propria verità con le proprie certezze e con i propri segreti. La mente dell’attore sociale si costruisce in opinioni, ovvero di giudizi critici circa le relazioni che via via costruisce. Non esistono i fatti ma interpretazione di fatti, allora negli scambi, nelle comunicazioni, le persone si interpretano, ricercano motivazioni, e, a loro volta, i loro sguardi diventano una inafferrabile cascata di interpretazioni di stati d’animo e di esperienze vissute: visibili e non visibili, dette o nascoste dal segreto. Il segreto è un luogo, non solo un fatto, è il luogo dello scambio: vale a dire un rapporto a-simmetrico di mutua influenza. Forme osservabili solo cambiando prospettiva: non più attraverso la rigidità delle categorie interpretative a cui la scienza ha abituato l’osservatore ma attraverso le gelatinose, sulfuree e porose suggestioni che rimandano ad un ordito sociale mediatizzato, confuso e disordinato.

Raffaele Federici è docente di Sociologia dei processi culturali e della comunicazione all’Università degli studi di Perugia. Studioso del pensiero simmeliano e orteghiano ha tradotto in italiano alcune opere di Robert Michels. Si occupa di sociologia dei processi culturali, sociologia della comunicazione, sociologia dell’arte e del paesaggio e sociologia e antropologia della salute. Su questi temi ha pubblicato, fra l’altro: Introduzione alla lettura di Intorno al problema del Progresso di Robert Michels (Roma, 2011), Farmaci, farmacisti e anziani. Il farmaco come se la persona contasse (con R. Garzi, Perugia, 2009) e Elementi sociologici della creatività. La centralità creativa degli autori del pensiero classico (Milano, 2006). E’ membro del Centre interdisciplinaire d’analyse des processus humains et sociaux presso l’università Rennes 2 (Francia).