Walter Benjamin

Letteratura e strategie di critica

Frammenti I

Informazioni
Traduzione di: Gabriele Guerra

Collana: Babel parole della filosofia
2015,
ISBN: 9788857511023
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Sinossi

Il critico è stratega nella battaglia letteraria. Così suona una delle massime più famose di Walter Benjamin che l’ha ispirato nell’indefessa attività di critico letterario, condotta tra mille traversie economiche, politiche ed esistenziali. Sono qui raccolti alcuni scritti di Benjamin – la maggior parte tradotti per la prima volta in italiano – riguardanti le sue letture, i progetti culturali, e le riflessioni personali, rimasti inediti in vita e pubblicati postumi dai curatori tedeschi del lascito nel VI volume delle opere complete edite da Suhrkamp. Si tratta di frammenti per lo più centrati su questioni di ordine culturale e letterario che mostrano in controluce anche le frequentazioni intellettuali di Benjamin: da Hugo von Hofmannsthal a Joseph Roth, da Baudelaire alla letteratura francese, da Strindberg a Dostoevskij. Si delineano e s’illuminano così le coordinate culturali e letterarie che hanno costituito una costante della riflessione di Benjamin che, in questi scritti, è sempre pronto a una riflessione filosofica sulla sua pratica culturale, spaziando dalla recensione alla ricognizione sociologica del campo letterario del suo tempo. Ciò conferma la sua natura ancipite – sia interprete critico che attore intellettuale in prima persona della letteratura di lingua tedesca – che lo situa in una posizione unica nel panorama intellettuale tedesco della prima metà del XX secolo.

Walter Benjamin (1892 Berlino – 1940 Portbou): pensatore, autore, critico letterario e traduttore tra i più importanti nel pensiero tedesco del primo Novecento, è nato e cresciuto nei quartieri eleganti di Berlino-Charlottenburg da un’agiata famiglia ebraica assimilata. Già in gioventù ha affrontato la questione delle sue radici ebraiche ponendola in fertile contrasto con l’identità tedesca incontrando, tra gli altri, Gerhard Scholem, cui resterà legato per tutta la vita. Entrato in contatto con l’Institut für Sozialforschung di Theodor W. Adorno e Max Horkheimer, pubblicò sulla rivista diversi saggi e si dedicò alla composizione di Passagen-Werk lavoro che l’avrebbe impegnato per il resto della vita e destinato a restare incompiuto. Alla presa del potere da parte dei nazisti emigrò a Parigi, dove continuò la sua attività intellettuale tra mille difficoltà economiche. Mentre tentava di attraversare il confine con la Spagna per raggiungere gli amici dell’Istituto francofortese, già in esilio negli Stati Uniti, si uccise per non essere ricondotto in Francia dalle autorità doganali spagnole. Tra le sue pubblicazioni in lingua italiana ricordiamo: Angelus Novus, Il dramma barocco tedesco, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Sul concetto di storia.