Oscar Wilde

La decadenza del mentire

Informazioni
Collana: Minima Volti
2012, 82 pp.
ISBN: 9788857512464
Opzioni di acquisto
 Edizione cartacea  € 5,90  € 5,61
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello
Sinossi

Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, La decadenza del mentire (1898) rappresenta il manifesto dell’antinaturalismo e il più importante contributo dell’irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell’arte e ruolo dell’uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: “Primo dovere dell’uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l’ha ancora scoperto”. L’artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia “per natura”. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d’arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l’Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.

Oscar Wilde (Dublino 1854 – Parigi 1900) è il più grande rappresentante dell’estetismo e del decadentismo inglese. Popolare nei salotti così come nei bassifondi – che si compiaceva di frequentare – Wilde è stato uno scrittore poliedrico, autore di poemi, drammi, fiabe, romanzi, commedie e saggi.