Linda Bertelli

Immagini senza quadro

Esperienza e rappresentazione nell'opera di Henri Bergson

Informazioni
Collana: Morfologie
2014, 214 pp.
ISBN: 9788857513317
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Sinossi

Che cosa dis tingue un’immagine da una rappresentazione? In un’epoca dominata dal potere delle immagini, questo classico problema della fi losofi a non smette di riproporsi. Henri Bergson, uno dei pensatori che maggiormente hanno segnato il pensiero e la cultura contemporanei, ne ha offerto un’interpretazione decisiva. Affrontando la questione nodale del rapporto tra immagine e rappresentazione, Bergson postula che dell’immagine debbano essere oscurati alcuni lati, alcuni aspetti, affi nché essa possa essere convertita in rappresentazione. Se le immagini si presentano anzitutto senza quadro, dobbiamo invece riconoscere che c’è rappresentazione quando ciò che percepiamo può emergere dallo sfondo in forma di quadro. Così, per ritrovare l’immagine al di là della rappresentazione, Bergson si trova ad indagare quest’ultima, ricorrendo ai concetti che lo hanno reso celebre: la materia, la percezione, la memoria, la durata. L’originalità del suo percorso e la forza delle sue idee filosofi che emergono ulteriormente nel confronto con alcuni autori che, commentandolo, si sono imposti nel dibattito del XX secolo, dalle posizioni più critiche – come quella di Sartre – alle posizioni più vicine – come quelle di Merleau-Ponty e di Deleuze – che in questo saggio sono riprese e ricostruite alla luce di un’eredità di pensiero ancora vitale e attuale.

Linda Bertelli (1979) è assegnista di ricerca presso l’IMT Institute for Advanced Studies di Lucca, dove lavora sul ruolo delle immagini nella pratica scientifica tra XIX e XX secolo, con particolare riferimento all’opera di Étienne-Jules Marey. Nel 2013 è stata Visiting Scholar presso la City University of New York. Tra le sue pubblicazioni, Dall’intuizione alla figura. Il “discorso sul metodo” bergsoniano (in Quaderni della ricerca 2, Pisa, 2012) e Étienne-Jules Marey, Henri Bergson e brevi storie di fotografia: rappresentazione e rappresentabilità del movimento, saggio per il quale ha ricevuto nel 2011 il Premio Nuova Estetica (Palermo).