Machiavelli: tempo e conflitto

Informazioni
A cura di: Riccardo Caporali, Vittorio Morfino, Stefano Visentin

Collana: Itinerari filosofici
2013, 296 pp.
ISBN: 9788857514956
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Sinossi

Il carattere perturbante del pensiero di Machiavelli, che ne ha sovradeterminato l’interpretazione dalle origini cinquecentesche del machiavellismo fino alla critica novecentesca, nasce non soltanto dalla nota elisione di qualsiasi regola morale dal campo della politica, ma anche, se non soprattutto, dallo spazio assegnato nei testi machiavelliani alla dimensione del conflitto, uno spazio che acquisisce una valenza positiva (ancorché problematica), in contrapposizione tanto a una tradizione che individuava nello scioglimento ‘armonico’ delle discordie interne ed esterne il fine ultimo della politica, quanto, nei secoli successivi, al progetto di un ordine che neutralizzasse ogni elemento polemico della società. Tale scandalo è evidenziato, oltre che dai numerosi detrattori, anche da buona parte dei ‘difensori’ di Machiavelli, ovvero da quei pensatori repubblicani che, tra la seconda metà del XVI e il XVIII secolo, vedono nell’autore dei Discorsi il padre di una concezione del vivere libero e delle istituzioni repubblicane alternativa al potere assoluto delle monarchie, ma che nel contempo – con rare eccezioni – tendono a rimuovere proprio il riferimento alla disunione tra plebe e senato che “fece grande Roma”. D’altra parte, il repubblicanesimo ‘conflittualista’ di Machiavelli trova una conferma della sua problematica centralità qualora venga ricondotto alla concezione della temporalità operante negli scritti machiavelliani, una concezione la cui originalità è stata oggetto privilegiato di alcune tra le più importanti letture novecentesche, da Gramsci ad Althusser fino a J.G.A. Pocock. Evitando accuratamente qualsiasi impianto “a tesi”, che semplifichi la complessità del tema e riduca la molteplicità degli approcci teorici possibili, il progetto che qui si presenta vuole determinare un momento di approfondimento e di discussione, nella consapevolezza dell’importanza dei temi della temporalità e del conflitto al fine di comprendere più adeguatamente il ruolo e il significato del pensiero machiavelliano all’interno della sviluppo – storico e concettuale – della politica moderna.

Riccardo Caporali insegna Filosofia morale all’Università di Bologna. Tra i suoi libri più recenti, La tenerezza e la barbarie. Studi su Vico (2006), La pazienza degli esclusi. Studi su Spinoza (2012), Uguaglianza (2012). Ha tradotto il volume di L. Strauss La critica della religione in Spinoza (2003) e curato il volume La varia natura, le molte cagioni. Studi su Machiavelli (2007).

Vittorio Morfino è ricercatore di Storia della filosofia presso l’Università di Milano-Bicocca ed è stato visiting professor presso la USP di São Paulo e Paris 1 Panthéon-Sorbonne, è autore di Substantia sive Organismus (1997), Sulla violenza. Una lettura di Hegel (2000), Il tempo e l’occasione. L’incontro Spinoza Machiavelli (2002), Incursioni spinoziste (2002), Il tempo della moltitudine (2005) e Spinoza e il non contemporaneo (2009). È redattore di “Quaderni materialisti” e “Décalages”.

Stefano Visentin è ricercatore presso l’Università di Urbino ‘Carlo Bo’ e titolare del corso di Pensiero politico della globalizzazione. E’ autore di una monografia sul pensiero politico di Spinoza (La libertà necessaria. Teoria e pratica della democrazia in Spinoza, 2001) e di saggi su Machiavelli, Spinoza, il pensiero politico della Riforma, nonché curatore del volume Machiavelli. Immaginazione e contingenza (2006). E’ nella redazione delle riviste “Scienza&Politica” e “Storia del pensiero politico”.