Informazioni
Collana: Videns
2014, 188 pp.
ISBN: 9788857517643
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Sinossi

I caratteri di modernità del documentario trovano una loro importante fonte di origine nell’opera realizzata da Leni Riefenstahl, e in particolare in Olympia (1938), sontuoso e imponente lavoro nel quale sono rintracciabili tutti quei tratti della rappresentazione contemporanea delle Olimpiadi che il cinema e la televisione hanno inglobato nel loromodus operandi. Infatti le ricerche formali, la sperimentazione e le tecniche di riprese e di montaggio che Riefenstahl sviluppa, risultano di tale innovazione da riuscire a trasformare un documentario di registro sportivo in un’opera di grande e sempre rinnovato fascino, fino a farlo divenire un punto di riferimento stabile dell’arte non solo documentaristica. Ma l’interesse che Olympia continua a sprigionare è dovuto anche alla capacità della Riefenstahl di trasferire in immagine una precisa visione del mondo la quale costituirà uno dei pilastri dell’ideologia nazista; anche questa caratteristica insita nell’opera della Riefenstahl corrobora ancora di più il valore di “documento” proprio di Olympia, come dimostra Studer nel suo studio che apre la collana Videns, proponendo un’analisi articolata dell’arte filmica della regista tedesca; analisi che viene arricchita dal dialogo dell’autore con Leonardo Quaresima e con il film in dvd allegato al volume.

Massimiliano Studer, laureato in psicologia con una tesi interdisciplinare sul cinema, è il direttore responsabile del sito www.formacinema.it nato come omaggio al cinema di Sergej Michajlovi? ?jzenštejn. Si occupa di estetica del cinema da diversi anni e ha collaborato con il DAMS di Torino e con la facoltà di Sociologia dell’Università Bicocca Milano. 

Leonardo Quaresima, professore ordinario di Storia e Critica del Cinema presso l’Università degli Studi di Udine, è tra i più importanti studiosi del cinema tedesco e di Leni Riefenstahl. Sua è l’unica monografia in lingua italiana sulla cineasta tedesca, pubblicata nel 1984. 

Leni Riefenstahl, attrice e regista, nasce a Berlino nel 1902. Prima di entrare nel mondo del cinema, studia pittura e danza e per anni gira i teatri di mezza Europa. Incontra, poi, il regista Arnold Fanck con cui gira diversi film prima di esordire alla regia con La bella maledetta (1932). Incontra Hitler e diventa la cineasta del III Reich. Nel 1935 esce Il trionfo della volontà e nel 1938 Olympia. Arrestata e processata dagli Alleati, riacquista consensi e notorietà grazie ai suoi reportage fotografici sul popolo sudanese Nuba e sul mondo subacqueo. Muore all’età di 103 anni.

Recensioni

Gioacchino Toni - Carmillaonline.com, 5 novembre 2015
"Estetiche del potere. Cinema, sport e propaganda. Olympia di Leni Riefensthal"
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Film Tv, 8 marzo 2015
"Capolavori scomparsi"
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Alberto Pezzotta - Ciak, giugno 2015
"Il fascino del male"
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Angela Bosetto - Rivista del cinematografo, febbraio 2015
"Il trionfo di Leni"
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Irene Bignardi - Il Venerdì, 31 ottobre 2014
"La storia infinita di Leni Riefenstahl"
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Paolo Mereghetti - Il Corriere della Sera, 6 febbraio 2015
"Segnalibro"
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Roberto Escobar - Il Sole 24 Ore, 28 dicembre 2014
"Olympia, modernità del male"
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