Vittorio Macchioro

Zagreus

Studi intorno all’orfismo

Informazioni
A cura di: Christian Pugliese

Collana: Abraxas
2014, 758 pp.
ISBN: 9788857518275
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Sinossi

Zagreus di Vittorio Macchioro è un’opera innovatrice nella storia della cultura italiana dei primi del Novecento. Questa edizione, ricca di documenti inediti, è frutto di una ricerca appassionata, che intende riportare in vita la voce di uno dei più brillanti – e rimossi – studiosi della Scienza dell’Antichità. Al centro dell’ispirazione di Zagreus è il motivo salvifico: la palingenesi dell’uomo, lungo uno sviluppo storico che trova nell’orfismo e nella teologia di Paolo di Tarso i due momenti decisivi. Il tipo di approccio ermeneutico si ascrive all’impostazione fenomenologica, facendo di Zagreus un esempio ante litteram di quella “filologia esistenziale” che ha tra i suoi esponenti principali Walter Otto, Karl Kerényi e Leo Frobenius. La voce del mondo antico e delle sue religioni si ascolta, in questo saggio, all’interno di una prospettiva storica radicale: capace di ricondurre la percezione di un evento del passato alla dimensione ontologica presente. È questo il senso che attirò a Macchioro le giovani menti di Mircea Eliade e di Ernesto de Martino, futuri discepoli di un maestro che avrebbero poi saputo dimenticare. È tuttavia destino delle grandi opere additare, a distanza di decenni, una possibile via di rigenerazione: via che dovrebbe prendere in carico, ogni volta, i motivi più profondi della storia umana e culturale che l’hanno preceduta e determinata. È probabilmente questa, oggi, la scommessa che rinnova, fra i lettori, il ritorno di Zagreus.

In appendice lettere inedite di Aby Warburg.

Vittorio Macchioro (Trieste, 1880 – Roma, 1958): archeologo fra i più importanti della sua generazione, collaboratore di Amedeo Maiuri a Napoli e a Pompei, è tra i più importanti studiosi a livello internazionale di orfismo. Il maggiore contributo resta, senza dubbio, il libro Zagreus. Studi intorno all’orfismo (2a edizione ampliata Vallecchi) non più ristampato dopo il 1930: vera summa filologica e filosofica del suo lavoro di antichista. Macchioro riesce a influenzare i grandi storici delle religioni del suo tempo, fra cui il giovane Ernesto de Martino, suo futuro genero, e lo studioso rumeno Mircea Eliade, di cui i carteggi, in grandissima parte inediti, ci offrono preziosa e copiosa testimonianza. La produzione di Macchioro non si limita al solo campo scientifico, ma raggiunge diversi generi letterari e artistici. Citiamo, tra i titoli più significativi: Il Simbolismo nelle figurazioni sepolcrali romane. Studi di ermeneutica (1909); Zagreus. Studi sull’orfismo (1920); Eraclito. Nuovi studi sull’orfismo (1922); Orfismo e paolinismo. Studi e polemiche (1922); Lutero (1925); Teoria generale della religione come esperienza (1922); Roma capta. Saggio intorno alla religione romana (1928); Orfeo. Tragedia mitica (1929); La villa dei misteri in Pompei, e il romanzo, Il gioco di Satana (1939). Dopo la promulgazione delle leggi razziali, nel 1938, Macchioro, in quanto ebreo, viene escluso da ogni attività. Muore a Roma nel 1958. Da allora, un lungo oblio è seguito alla sua memoria.

Christian Pugliese nato a Milano, ha studiato filosofia all’Università Statale di Milano e presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi, orientando le sue ricerche verso l’area di storia delle religioni, dedicata allo studio e all’esegesi dei «misteri» del mondo antico. Segue un orientamento che si ascrive al metodo e all’impostazione fenomenologica. Collaboratore, per un certo periodo, della rivista “Diario”, cui risalgono i suoi primi contributi alla riscoperta del grecista e archeologo triestino Vittorio Macchioro. Collabora alla rivista accademica “Ink”