Ahmad Ibn Yusuf Ibn al-Daya

Commento al Centiloquio tolemaico

Informazioni
A cura di: Franco Martorello Giuseppe Bezza

Collana: Indo-iranica et orientalia
2014, 398 pp.
ISBN: 9788857520483
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Sinossi

Il Centiloquio pseudo-tolemaico è uno scritto formato da 100 aforismi che occupa un posto particolare tra i pseudepigrapha tolemaici. Le prime attestazioni della sua esistenza risalgono al X secolo d.C. quando compare in lingua araba, con il suo commento, sotto il titolo di il libro del frutto (kit?b al-?amarah). In seguito, nell’occidente medievale, dal XII secolo, con il titolo di Centiloquium per le traduzioni latine e Karpos per quelle in lingua greca, cominciò a far parte della cerchia di quei testi che dovevano essere conosciuti dai dotti e dagli studiosi del tempo. La trattazione di concetti di natura medico astrologica lo portò ben presto a far parte del curriculum di studi medicali di molte università medievali, tra cui le rinomate facoltà di Parigi e Bologna. La sua fortuna, oltre al contenuto, che in forma di aforismi riprende il sapere astrologico dell’antichità classica, collegandolo ai vari campi dello scibile, era dovuta alla sua attribuzione al famoso astronomo-astrologo di Alessandria Claudio Tolemeo che nel II secolo d.C. lo avrebbe composto riassumendo quanto già esposto nelle sue principali opere. Comunque, non si ha traccia del testo prima del X secolo quando cominciarono a diffondersi le prime copie in lingua araba, variamente commentate da illustri studiosi, ma prima della copia commentata dallo scienziato arabo A?mad ibn Y?suf ibn al-D?ya non risulta citato in nessuna fonte conosciuta. Dopo il medioevo, alcuni studiosi cominciarono a dubitare della paternità del testo perché alcune asserzioni, ivi contenute, sembravano in contrasto a quanto lo stesso Tolemeo riportava in altre sue opere. Nel secolo scorso alcuni studiosi hanno ipotizzato che l’autore del kit?b al-?amarah non fosse Tolemeo bensì l’autore del primo commento arabo al testo, A?mad ibn Y?suf ibn al-D?ya. Nella presente opera è presentata l’edizione in lingua araba e greca del libro del frutto e del suo primo commento insieme alla loro traduzione italiana; tale lavoro è il risultato della collazione dei più antichi manoscritti arabi disponibili nel nostro tempo.

Franco Martorello è laureato in Ingegneria e in Lingua e letteratura araba con una tesi in cui ha curato l’edizione e la traduzione di un antico manoscritto astrologico arabo. Studioso dei procedimenti e delle tecniche di previsione degli antichi astrologi, collabora con varie associazioni e in particolare con Giuseppe Bezza per il recupero della letteratura astrologica e astronomica manoscritta dell’antichità classica.

Giuseppe Bezza si dedica da molti anni allo studio della cultura astronomica ed astrologica greca, araba e latina. La sua ultima pubblicazione è Précis d’historiographie de l’astrologie: Babylone, Egypte, Grèce, Turnhout 2003.