William S. Burroughs

Pittura, sperimentazione, scrittura

Da Blade Runner all'arte dello sparo

Informazioni
A cura di: Fiorella Iacono

Collana: Eterotopie
2014, 56 pp.
ISBN: 9788857522166
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Sinossi

“… Perché devo star lì a disegnare, ad esempio, un ramo di pino quando posso ottenere la stessa cosa su carta o su legno usando lo sparo?”: nell’intervista inedita (che qui per la prima volta si pubblica nella sua integrità) William Burroughs racconta le sue sperimentazioni tra scrittura e pittura. Questa intervista, infatti, fu realizzata in occasione di una sua mostra presso la Galleria Cleto Polcina di Roma dal titolo “Dipinti shotgun e collages”, opere che Burroughs esegue a partire dal 1987. Le riflessioni sull’arte definiscono le ispirazioni del suo percorso artistico in relazione alle tecniche del cut-up e del montaggio supportate in questa occasione dall’uso del colore sparato “in vari modi” su tavole di legno con il fucile. Blade Runner di Burroughs e il film omonimo di Ridley Scott, la creazione del virus dell’Aids in laboratorio, la politica e la figura controversa (era il 1989) di Michail Gorbaciov sono alcuni dei temi toccati nella conversazione.

William Seward Burroughs (1914-1997) è stato una delle figure carismatiche della Beat Generation insieme ad Allen Ginsberg e a Jack Kerouac. Con Bryon Gisin, suo fraterno amico e maestro, ha sperimentato la tecnica del cut-up in letteratura. Il suo romanzo più famoso è Il Pasto Nudo (Naked Lunch), ma altri suoi romanzi, tra i quali la trilogia The Soft Machine, The Ticket That Exploded e Nova Express, di ambientazione fantascientifica, sono altrettanto celebri. Artista poliedrico, ha partecipato come attore a film, a videoclip (con gli U2), ha cantato con Laurie Anderson (Sharkey’s Night), ha studiato i geroglifici e i codici maya e alcuni dei suoi romanzi hanno dato il nome a gruppi musicali.

Fiorella Iacono si è laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bologna con una tesi sulla poetica di William Burroughs. Ha collaborato per alcuni anni con il quotidiano “Il Manifesto” occupandosi di arte contemporanea. Alcuni articoli e traduzioni di testi inediti di Burroughs sono comparsi sulle riviste “Night Italia” e “Satisfiction”.