Marta Mosca

In nome dell'etnia

Costruzioni identitarie e genoicidio in Burundi

Informazioni
Introduzione di: Francesco Remotti

Collana: Eterotopie
2014, 148 pp.
ISBN: 9788857524665
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Sinossi

Quando l’identità etnica diventa strumento di ordine, potere e rivendicazione, tutto ciò che esce dai suoi serrati confini diventa alterità da eliminare. Irrigidire le identità all’interno di categorie immobili, dai contorni sigillati e impermeabili significa del resto negare qualsiasi tipo di relazione fra di esse, fino ad arrivare alla soluzione finale: la negazione dell’Altro. Il caso del Burundi e del Rwanda è emblematico a riguardo. La creazione delle etnie, che prende pienamente forma in epoca coloniale, e la conseguente imposizione di una logica identitaria innescano un processo di trasformazione di Hutu e Tutsi da categorie relative a categorie assolute. Ogni individuo acquisisce così un’identità immutabile fissata nero su bianco dai documenti di riconoscimento, introdotti dai colonizzatori belgi negli anni ’30, su cui viene “scolpita” una volta per tutte l’etnia di appartenenza. Il totalitarismo etnico che si impone provocherà tragiche conseguenze sociali, culturali e politiche che in questo lavoro vengono analizzate e interpretate sia come elemento di de-strutturazione dei precedenti sistemi di riferimento, che come causa di impoverimento culturale. La ricerca sul campo svolta in Burundi tra 2009 e 2010 costituisce il cuore di questo libro che, inserendosi nel quadro teorico formato da antropologia culturale e postcolonial studies, affronta con particolare attenzione le problematiche legate alle dinamiche identitarie e alle costruzioni coloniali.

Marta Mosca è nata a Ivrea nel 1983. Ha studiato Antropologia Culturale ed Etnologia a Torino. Appartiene al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino dove attualmente svolge un dottorato in Scienze Antropologiche con un progetto di ricerca sugli itinerari di ricostruzione dell’individuo e della collettività nel post-genocidio in Burundi.