Pierfranco Pellizzetti

Storia della paura

Gli inconfessabili retropensieri collettivi dell'Occidente

Informazioni
Collana: Eterotopie
2014, 218 pp.
ISBN: 9788857525068
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Sinossi

Seguendo una via mediana tra ermeneutica del sospetto e archeologia del pensiero politico, l’indagine sulle paure “oscurate” del Potere nell’attuale fase del Moderno (del popolo, delle donne, dell’altro, del diverso e del contagio) diventa spia dei rapporti di forza e delle poste in gioco. La paura – già analizzata quale stato d’animo dell’uomo medievale (Le Goff, Delumeu) o depressione odierna da precarizzazione (Bauman, Augé) – svela le contraddizioni di una civiltà sorta da rivoluzioni democratiche, che ha finito per sostituire le aristocrazie dell’Antico Regime con le plutocrazie del denaro: la Plutodemocrazia, altamente instabile e oggi a rischio impazzimento. L’Occidente, Giano bifronte smascherato, si trova innanzi a un bivio estremo: scegliere il volto illuminato dalla benevolenza e dal cosmopolitismo oppure l’oscurantismo della possessività bellicosa.

Pierfranco Pellizzetti (Genova, 1947), saggista di “MicroMega”, “Critica Liberale” e “Queste Istituzioni”. Sino al 2012 ha insegnato “Sociologia dei Fenomeni Politici” e “Politiche Globali” presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Genova. Già opinionista del quotidiano “il Secolo XIX”, dal 2009 lo è de “Il Fatto Quotidiano”, de “il Manifesto” e “La Vanguardia” (quotidiano di Barcellona). Tra le sue opere recenti: Fenomenologia di Antonio Di Pietro (2010), La Libertà raccontata a ragazze e ragazzi (con la figlia Ludovica, 2011), C’eravamo tanto illusi – fenomenologia di Mario Monti (Reggio E. 2012), La Libertà come critica e conflitto (Modena 2012), Conflitto – l’indignazione può davvero cambiare il mondo? (2013). È autore del romanzo Una breve primavera, i ragazzi sperduti della Resistenza tradita (2014). Ha curato Le parole del tempo – vocabolario della Seconda Modernità (2010).