William Morris

Arte e socialismo

Informazioni
Collana: Sisifo
2015, 100 pp.
ISBN: 9788857526904
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Sinossi

In questi quattro brevi saggi pubblicati sul finire del XIX secolo, William Morris, di fronte alla crisi dell’arte dovuta alla commercializzazione, propone un’arte per tutti, un’arte popolare, fonte e indizio di vero benessere.

William Morris, poeta e artista inglese (Walthamstow, Gran Bretagna 1834 - Hammersmith, Gran Bretagna 1896), già da giovane si interessò di questioni sociali. Nel 1856 fondò e diresse la rivista “Oxford and Cambridge Magazine” dedicata alle riforme civili. Si dedicò alla pittura, sostenendo in particolare l’arte gotica, e fu sempre un importante riferimento per i movimenti di rinnovamento dell’architettura e delle arti applicate. Accanto alla sua attività teorica e pratica nel campo delle arti figurative, Morris ne svolse anche una più propriamente letteraria, scrivendo poesie, poemi e racconti: The defence of Guenevere and other poems, 1858; The life and death of Jason, 1867; The earthly paradise, 1868-70; The story of Sigurd the volsung and the fall of the Niblungs, 1876; A dream of John Ball, 1888; A tale of the House of Wolfings and all the kindreds of the mark, 1889; The roots of the mountains, 1890; News from nowhere, 1891. Tradusse anche l’Eneide (1875) e l’Odissea (1887). I suoi desideri di riforma sociale lo portarono ad aderire alla causa socialista con denaro, discorsi, articoli, versi (Chants for socialists). 

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