Giuseppe Valota

Dalla fabbrica ai lager

Testimonianze di familiari di deportati politici dall’area industriale di Sesto San Giovanni

Informazioni
Collana: Mimesis
2015, 442 pp.
ISBN: 9788857530055
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Sinossi

La deportazione nei campi nazisti dei lavoratori dell’area industriale di Sesto San Giovanni vista con gli occhi di chi è rimasto a casa. In questo libro parlano le madri, le mogli, i figli dei lavoratori che vennero presi dai fascisti per essere consegnati ai nazisti e deportati. Un viaggio per i più senza ritorno. Giuseppe Valota nell’arco di oltre vent’anni di paziente lavoro ha composto il racconto della classe operaia, della vita che ruotava attorno alla fabbrica, della vita vera, concreta, dolorosa, di tante famiglie private dell’unico sostegno. Ma anche il racconto della solidarietà, che sfidava il coprifuoco per dare alla famiglia del deportato un frutto, un pezzo di pane, qualche soldo: mani anonime che ti dicevano che non eri solo e si poteva resistere.

Giuseppe Valota, figlio di Guido, deportato politico caduto a Mauthausen, è presidente dell’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti di Sesto San Giovanni e Monza. Ha raccolto testimonianze, interviste e diari dei deportati politici dall’area industriale di Sesto San Giovanni, pubblicati in Streikertransport. La deportazione politica nell’area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945, 2007; è autore con Teresa Garofalo de Il Paese dei Giusti. Roncobello 1943-1945: un’intera comunità salva un gruppo di ebrei dalla deportazione, 2013. Ha curato con Patrizia Pozzi la pubblicazione di R. A. Haunschmied e J. Prinz, Getta la pietra! Il lager di Mauthausen, 2008 e con E. Hölz, B. Aldebert, Il campo di sterminio di Gusen II – Mauthausen: Via crucis in 50 stazioni, 2013. In

Recensioni

Sara Chiappori - La Repubblica (ediz. Milano), 24 gennaio 2018
"Gli scioperi delle donne durante il fascismo"
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Adriana Marmiroli - La Stampa (ediz. Milano), 24 gennaio 2018
"Dalle fabbriche ai lager, la memoria delle donne"
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Il Giorno, 24 novembre 2015
"Noi che abbiamo visto i nostri cari deportati"
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Metro, 26 novembre 2015
"Sesto, quando le donne restarono senza uomini"
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