Salvatore Cicenia

La pena di morte nella letteratura

Informazioni
Collana: Eterotopie
2015, 166 pp.
ISBN: 9788857530949
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Sinossi

Alla base del presente studio c’è l’idea che l’abolizione della pena di morte sia stata avvertita prima nel campo letterario e artistico e dopo sul piano della scienza giuridica, essendo la vita umana stata consegnata alla pietà degli uomini e solo successivamente affidata alla fredda logica formale. Nella prima parte sono trattati alcuni aspetti giuridici e filosofici delle teorie della pena di morte e della sua abolizione, resi ancora più inquietanti dall’ansia civile di una lettera di Pietro Ingrao e da altre – inedite – di condannati, del braccio della morte. Nella seconda parte, anche nella necessaria prospettiva antropologica del problema, è analizzata la produzione letteraria di vari autori, come Hugo, Dostoevskij, tolstoj, Camus e Sciascia. Così, il profilo dei personaggi, la descrizione delle emozioni e degli affetti più intensi della loro vita, fanno apparire l’assurdità della colpa e l’inesorabilità della pena come la strada che conduce all’abisso della disperazione.

Salvatore Cicenia, preside e storico della scienza, è autore di molti saggi scientifici. Con antonino Drago ha pubblicato Teoria delle parallele secondo Lobacevskij (1996). Dopo il saggio Mezzogiorno cultura e politica in Michele Solimene (2008),  ha allargato il suo impegno alla letteratura, pubblicando Prometeo. Poesie sull’ignoto (2005), Lettera a mio figlio sulla scuola (2010), nel 2012 Questioni di epistemologia didattica e nel 2015 i versi del Pianto dell’umanità. Dirige «rivista di epistemologia didattica», che ha fondato nel 2006. Collabora a «il Mattino».