La filosofia e la grande guerra

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A cura di: Pierandrea Amato

Collana: Novecento
2015, 262 pp.
ISBN: 9788857533469
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Sinossi

Il centenario della Grande Guerra (1914-1918) non è materia soltanto per gli storici di professione. Anzi: secondo questo volume il primo conflitto mondiale incarna un evento ancora incompiuto – i suoi effetti culturali si riflettono tuttora nel presente – di cui innanzitutto la filosofia dovrebbe avere la forza di farsi carico. Se dal punto di vista della conoscenza storica possiamo dire di sapere tutto, o quasi, del primo conflitto mondiale, ancora ci sfuggono le ragioni più profonde della catastrofe che, quanto più approfondiamo, tanto più testimoniano che la prima guerra mondiale rappresenta un’emorragia della storia. Le celebrazioni del centenario, d’altronde, tranne rare eccezioni, dimostrano che la plateale incapacità di fare i conti con il massacro di cent’anni fa – la guerra risulta per lo più oggetto di un’estenuante e futile carovana di rievocazioni – dipende innanzitutto da un corto-circuito tra il sapere storico e la politica che tende ad anestetizzare il valore genealogico e profetico della carneficina della prima guerra della tecnica. Che cos’è la prima guerra mondiale per gli autori di questo volume? Esplorando il valore dei suoi luoghi simbolici (le trincee e la terra di nessuno, ecc.), delle nozioni che ci ha lasciato da pensare (mobilitazione totale, pulsione di morte, irrappresentabilità estetica dell’orrore), delle emozioni che ha trasformato (aggressività, angoscia, coraggio, noia, paura); indagando la posizione di alcuni pensatori e scrittori nei confronti della Grande Guerra (alcuni nomi: Benjamin, Breton, Croce, Freud, Gentile, Heidegger, Ernst e Friedrich Jünger, Thomas Mann, Tzara, Zweig), il volume considera la Grande Guerra il nome del naufragio dell’epopea culturale dell’umanesimo moderno. Il conflitto scoppiato nell’estate del 1914, infatti, rappresenta un’impresa dove si fondono potenza industriale e inaudita tensione bestiale, la legge del progresso e l’evocazione di un paesaggio primitivo, l’apocalisse della morte industriale e di massa in nome della pace, della cultura, di valori universali.

Testi di: Luigi Alfieri, Pierandrea Amato, Alain Brossat, Giulio Maria Chiodi, Sandro Gorgone, Giuliana Gregorio, Gianluca Miglino, Giuseppe Raciti, Caterina Resta, Francesca Rizzo, Luca Salza

Recensioni

Maria Sofia Mormile - alfabeta2.com, 21 luglio 2016
"Ripensare la Grande Guerra"
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