Georges Didi-Huberman

Davanti all'immagine

Domanda posta ai fini di una storia dell’arte

Informazioni
A cura di: Matteo Spadoni
Introduzione di: Daniele Guastini
Postfazione di: Matteo Spadoni

Collana: Volti
2016, 362 pp.
ISBN: 9788857534787
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Sinossi

Un’intima e accurata interrogazione sulle certezze che possediamo davanti alle immagini. Le stesse immagini che sono quotidianamente afferrate in virtù di precise categorie del pensiero. Qual è la genealogia che anima quelle categorie? Questa è la domanda posta da Didi-Huberman alla storia dell’arte, ai suoi padri fondatori e ai suoi maestri, alla disciplina in quanto tale e al suo sviluppo attuale. Da Vasari a Warburg, da Panofsky a Freud, passando per Kant, Hegel e Cassirer, Didi-Huberman scava in quella esperienza che ognuno di noi vive di fronte a un’immagine, facendone fiorire le articolazioni recondite, i movimenti sotterranei e i suoi fantasmi.

Georges Didi-Huberman (Saint-Étienne, Loire, 1953), storico dell’arte e filosofo, insegna presso l’École des hautes études en sciences sociales, dove occupa il titolo di maître de conférences dal 1990. Ha insegnato in numerose università europee e nordamericane (Berkeley, Johns Hopkins, Freie Universität Berlin, Université-Eikones NFS Bildkritik Basilea...). Vincitore di due premi dell’Académie des beaux-arts, il premio Hans Reimer dell’Aby-Warburg-Stiftung, il premio Napoli e il premio Humboldt. Tra i suoi libri pubblicati in italiano, ricordiamo: Immagini malgrado tutto (2005); L’immagine aperta. Motivi dell’incarnazione nelle arti visive (2008); La pittura incarnata (2008); Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà (2014).

 

Recensioni

Georges Didi-Huberman - Robinson (la Repubblica), 21 ottobre 2020
"Il futuro ricomincia dal passato"
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Francesco Zucconi - Fata Morgana, 4 febbraio 2019
"Pensare ad occhi aperti"
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Raffaella D'Elia - alfabeta2.com, 2 settembre 2017
"Georges Didi-Huberman, lo sguardo oltre la pagina"
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Artribune, giugno 2017
"Visuale che vuol dire"
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Michele Lupo - alibionline.it, 20 marzo 2017
"Georges Didi-Hubermann si pone davanti all'immagine"
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Andrea Caterini - Il Giornale, 2 marzo 2017
"Didi-Huberman, ma davvero l'arte non conosce trasgressioni"
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Anna Costantini - Il Giornale dell'Arte, febbraio 2017
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