Giuseppe Di Federico

Da Saragat a Napolitano

Il difficile rapporto tra Presidente della Repubblica e Consiglio superiore della magistratura

Informazioni
Collana: Eterotopie
2016, 160 pp.
ISBN: 9788857537412
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Sinossi

In questo scritto si mostra come i veti posti da vari Presidenti della Repubblica per impedire che venissero limitati i propri poteri ed ampliati quelli del CSM siano stati solo temporaneamente efficaci perché in seguito rimossi dai successivi Presidenti. Questa evoluzione si è verificata soprattutto per iniziativa dei magistrati eletti nei vari CSM che si sono succeduti nel tempo. Per loro iniziativa il CSM ha infatti progressivamente affermato: il proprio diritto di definire anche di propria sponte l’ordine del giorno (e quindi anche di decidere autonomamente sull’ampliamento delle proprie competenze), di verificare gli orientamenti programmatici dei candidati alla vicepresidenza prima di votarli, di ampliare la propria influenza sul processo legislativo, di censurare i politici che offendono i magistrati. Nello scritto si ipotizza anche che l’ampliamento dell’influenza del Presidente sulle attività del CSM verificatosi nel corso della presidenza Napolitano sia stato facilitato da mutazioni avvenute nell’assetto politico del Paese.

Giuseppe Di Federico è professore emerito dell’Università di Bologna. Ha fondato e diretto il Centro Studi e Ricerche sull’Ordinamento Giudiziario e l’Istituto di Ricerca sui Sistemi Giudiziari del CNR presso cui svolge attualmente le sue attività di studioso. È stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura. È autore di numerosi scritti sui sistemi giudiziari di vari paesi. Ha svolto un’intensa attività di consulenza per le riforme giudiziarie anche all’estero: in Europa, in America Latina e nel Sud Est Asiatico.