Francesco Paolo Raimondi

Dalla ragione assoluta alla razionalità storica

Filosofia senza essere ed essenza

Informazioni
Collana: Centro Internazionale Insubrico
2016, 802 pp.
ISBN: 9788857539201
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Sinossi

Il tema centrale di questo saggio è il problema della conoscenza, intesa come rappresentazione transattiva del mondo, analizzata a partire dall’immediatezza dell’esperienza percettiva fino ai livelli più rarefatti del linguaggio, nella sua duplice dimensione di linguaggio ordinario e artificiale, delle teorie scientifiche e dell’astrazione matematica e logica. In tale orizzonte cadono gli antichi concetti dell’essere e delle essenze e con essi cadono le tradizionali idee di ragione assoluta e di verità necessarie ed eterne. L’autore si apre così lo spazio per una più spregiudicata esplorazione della razionalità umana, come costruzione storica di strategie operative e procedurali che per un verso traggono origine dal terreno prerazionale o arazionale del mito e delle credenze radicali e fondanti e per l’altro approdano alle più complesse strategie della ricostruzione scientifica del mondo. In tale ottica egli affronta le tematiche dei rapporti tra mondo naturale e mondo umano e culturale, tra la rigida legge dell’ananke, che è alla base della immodificabilità del passato e del presente, e l’orizzonte di possibilità del futuro, tra le individualità che sono oggetto dell’esperienza privata e le universalità veicolate dalla funzione denominativa e universalizzante del linguaggio, tra significato e valore di verità degli enunciati, tra l’orientazione oggettivistica del pensiero classico e quella soggettivistica del pensiero moderno, tra l’apriorismo delle teorie scientifiche e la pluri-interpretabilità degli esperimenti scientifici, tra il deduttivismo e l’induttivismo, tra la logica del discreto e quella del continuo, tra ordine e disordine, tra casualità e causalità, tra l’infinito come costruzione intellettuale aperta e i transfiniti cantoriani, confutati in quanto totalità compiute. La nostra razionalità storica si definisce in tal modo come il tessuto delle nostre narrazioni del mondo, del nostro modo di tagliarlo e di concettualizzarlo in un intricato intreccio di componenti soggettivo-private e intersoggettivo-culturali. In questa complessa analisi l’autore non manca di entrare continuamente in un confronto dialettico-costruttivo con i più significativi rappresentanti del pensiero contemporaneo che hanno profondamente inciso sulla sua formazione teoretica, da Hume e Kant a Marx, Husserl e Dewey, da Carnap a Cantor, da Nietzsche a Wittgenstein, da Quine e da Putnam a Goodman, da Heisenberg a Kitaigorodskij, da Kuhn e Feyerabend a Lakatos e a Bartley III.

Francesco Paolo Raimondi (Taranto 1943) si è affermato come storico della filosofia con i suoi studi sul pensiero rinascimentale e del primo Seicento, nel cui ambito ha dedicato numerosi saggi a Giulio Cesare Vanini, del quale ha curato l’edizione critica con Giovanni Papuli (Galatina, 1990), la traduzione italiana delle opere (Milano, 2010) ed un fondamentale saggio biografico: Giulio Cesare Vanini nell’Europa del Seicento (Pisa-Roma, 2005; seconda edizione Ariccia-Roma, 2014). Oltre alla traduzione del Gulielmus di Cardano (Torino, 2011) e del De immortalitate animae di Nifo (Torino, 2009), ha curato in collaborazione con José Manuel García Valverde i Tractatus mere Peripatetici di Pietro Pomponazzi (Milano, 2013). Il suo approdo alla filosofia teoretica è il risultato di una lunga riflessione maturata a partire dagli anni universitari sotto l’influenza del pensiero di Giuseppe Semerari e della sua interpretazione della fenomenologia husserliana.