Guglielmo Scaramellini

Mangia come parli!

Alimentazione e cucina italiana: geografie e storie di un mito gastronomico

Informazioni
Collana: Kosmos
2017, 512 pp.
ISBN: 9788857540207
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Sinossi

L’alimentazione non è soltanto il modo per soddisfare le esigenze vitali degli individui, è anche un sistema di comunicazione e di rappresentazione dei rapporti che individui e collettività intrattengono materialmente e simbolicamente con l’esigenza di nutrirsi, marcando l’appartenenza a specifici gruppi culturali, religiosi, sociali, di genere, di età, di professione, e d’altro ancora. Per tali motivi l’alimentazione e le sue espressioni culturali, che si sostanziano nel “gusto” proprio della collettività e nella formazione di una “cucina” specifica, nella “distinzione” culturale e sociale, sono un fenomeno complesso e multiforme radicato in ognuno di questi campi cognitivi e operativi. L’Italia contemporanea è un caso di studio di straordinario interesse per l’analisi di questi processi: territorio complesso e multiforme, immerso nella dialettica continua e mutevole tra fattori geografici, ambientali, sociali, economici, culturali, tecnici, infrastrutturali, è divenuto “Paese” solo di recente, perseguendo forme e “immagini” unitarie. Una “cucina italiana” riconoscibile come tale si forma solo dopo la nascita dello Stato nel 1861, come e quando si afferma l’italiano quale lingua di comunicazione a scala nazionale e non più come linguaggio letterario e burocratico. Il titolo del libro richiama dunque l’analogia che intercorre fra alimentazione e linguaggio, la corrispondenza cronologica, sociologica, economica, culturale tra affermazione della lingua italiana e “cucina italiana” solo dopo la proclamazione del Regno d’Italia. Le varie testimonianze raccolte (dai trattati di cucina alle relazioni amministrative, dai documenti d’archivio ai diari personali, dai resoconti di viaggio alla letteratura e alla poesia, dai rapporti giornalistici alle esperienze individuali) consentono di giungere a conclusioni che all’autore paiono fondate e coerenti, ma non per ciò esenti da possibili critiche e revisioni.

Guglielmo Scaramellini (Chiavenna, 1947) ha studiato, praticato, insegnato Geografia per più di quarant’anni nelle università di Torino, Modena e, soprattutto, Milano. La scoperta che la Geografia non è soltanto la difficile, complessa, suggestiva descrizione dell’infinita varietà della superficie terrestre, ma anche la capacità di interpretare e comprendere le ancor più variegate forme assunte dalla vita umana nel suo sviluppo ha mostrato come siano del tutto strumentali i confini fra diverse discipline scientifiche. Il guardare la varietà e l’intelligenza delle soluzioni trovate ai problemi dell’esistenza umana nei diversi ambienti e circostanze storiche ha mostrato come l’Umanità sia la stessa sempre e ovunque. Essendosi formato come geografo quando l’unità di Geografia fisica e antropica era un dogma, si è occupato di ghiacciai e di morfologia glaciale, ma è poi passato al campo della Geografia umana, con studi su città e metropoli, su cultura, sistemi economici e insediativi, delle società di montagna, in specie alpine, sulle pratiche e sul valore delle testimonianze di viaggio per la conoscenza della Terra, ma anche delle società d’origine dei viaggiatori, che nell’“altro” si specchiano. E di molti altri temi di cui non occorre qui dar conto.

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