Andrea Rossi

Codice e progetto

Il computational design tra architettura, design, territorio, rappresentazione, strumenti, materiali e nuove tecnologie

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Andrea Rossi

Codice e progetto

Il computational design tra architettura, design, territorio, rappresentazione, strumenti, materiali e nuove tecnologie

Informazioni
Collana: Materiali di architettura e di urbanistica
2017, 244 pp.
ISBN: 9788857544786
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Sinossi

Considerare il digitale non come un semplice obiettivo da perseguire nel progetto, ma come una strategia operativa della progettazione, implica una sempre maggior confidenza con il mondo delle tecnologie. Un rapporto, questo, che a differenza di quanto finora è avvenuto nella storia, non si misura tanto nell’applicazione di forme di innovazione tecnologica ai processi della costruzione, quanto nella capacità di controllare e gestire il linguaggio e gli strumenti con cui il progetto stesso si articola. Adottare la computazione come forma di progettazione è infatti profondamente diverso dal semplice utilizzo di strumenti orientati ad incrementare le capacità produttive del progettista e comporta in primo luogo l’aprire il progetto a tecniche e strategie, la cui principale forza si misura nella capacità di promuovere “nuovi e diversi modi di pensare”. Nel computational design, il dominio della programmazione e quello della progettazione si uniscono per identificare una forma di creatività capace di interpretare le informazioni in procedure e regole per il progetto. Le tecnologie digitali ed emergenti vengono così integrate nella elaborazione di un prodotto e la computazione è vista come il processo che regola le informazioni e le interazioni tra gli elementi in gioco nella definizione del disegno della forma, delle sue reazioni responsive al contesto e delle applicazioni delle stesse tecnologie digitali alla produzione.
Il testo propone un’articolazione del tema “Codice e progetto”, intendendo il primo come un linguaggio flessibile in grado di connettere ed ibridare ambiti, processi e discipline ed il secondo come lo spazio in cui i processi elaborati nella programmazione producono “originalità” nel progetto stesso, approfondendo aspetti teorici ed esperienze di ricerca declinate nei contesti specifici del progetto: l’architettura, il design, la rappresentazione, il territorio, le tecnologie, le interfacce di comunicazione e i materiali. Il testo vuole essere un’introduzione ai temi del progetto digitale e, nello specifico, degli aspetti sistematici centrali nella relazione tra computazione e design: il diagramma come strumento per la mediazione tra dinamiche computazionali emergenti e intento progettuale; le interfacce digitali, intese come processi creativi di ridefinizione delle pratiche progettuali; il disegno digitale, come struttura regolatrice del progetto; il meshing e l’indexing, come modelli procedurali per la gestione delle interazioni tra le varie strutture del territorio; l’uso di pratiche bio-digitali di computazione per dissolvere la forma architettonica in uno spazio fluido di relazioni; la progettazione e produzione di nuovi materiali programmabili che ridefiniscono la relazione tra forma e materia e aprono a nuovi scenari di differenziazione formale e interattiva; l’uso di macchine CNC e robot industriali, per riconfigurare le relazioni tra progetto e costruzione; il BIM, come piattaforma di dialogo e condivisione tra i diversi campi del progetto. Contributi teorici di Attilio Nebuloni, Andrea Rossi, Michela Rossi, Giorgio Buratti, Federico Ruberto, Giorgio Vignati, Pierpaolo Ruttico, Matteo Lo Prete, Stefano Arrighi e Matteo Meraviglia

Attilio Nebuloni, architetto, ricercatore di Composizione Architettonica e Urbana presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Design. Insegna progettazione architettonica alla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni. Temi di ricerca principali sono la relazione tra architettura/natura e gli aspetti della sostenibilità, l’interazione fisica con i dati ambientali del contesto nella costruzione del progetto, il computational design. Relatore di tesi sui temi dell’architettura digitale, dello spazio aperto e dell’interazione con gli aspetti della natura nei processi del progetto di architettura, ha promosso e diretto workshop sugli strumenti di progettazione digitale.

Andrea Rossi, computational designer e ricercatore, è attualmente dottorando presso la Digital Design Unit del Prof. Tessmann alla TU Darmstadt. I suoi interessi di ricerca si articolano su diverse scale, dalla fabbricazione robotica alla pianificazione urbana con strumenti digitali. Le sue collaborazioni passate e presenti includono ETH Zurigo, Coop Himmelbau, Politecnico di Milano - IndexLab tra molti altri. Ha insegnato corsi di design digitale e tenuto lectures in Italia, Germania, USA e Cina. Il suo lavoro è stato presentato più volte a livello internazionale, tra cui Triennale di Milano 2016, Biennale di Venezia 2012, CAADRIA 2017, EnCoding Architecture 2013, ACADIA 2013.