All’alba dell’arte digitale

Il Festival Arte Elettronica di Camerino

Informazioni
A cura di: Silvia Bordini; Francesca Gallo

Collana: Archeologia, Arte e Società // Archaeology, art and society
2018, 178 pp.
ISBN: 9788857551173
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Sinossi

Il Festival Arte Elettronica di Camerino (1983-1990) ha svolto una funzione fondamentale nel rapporto fra arti visive e nuove tecnologie. Polo di attrazione internazionale, ha rappresentato per molti artisti italiani la possibilità di fare conoscere le proprie ricerche attraverso rassegne di computer art, videoarte e cinema, mostre e seminari, concerti, convegni e tavole rotonde destinate ai nuovi dispositivi tecnologici e al dibattito sull’impatto delle tecnologie di sintesi riguardo a creatività e riflessione critica. Questo volume è il primo contributo storico-critico dedicato a una manifestazione che non è mai stata oggetto di indagine, e offre, con una serie di saggi firmati da autorevoli specialisti, una panoramica di riflessioni sull’esperienza e sul dibattito relativi al rapporto fra arti visive e strumenti digitali nel contesto culturale degli anni Ottanta e sulla sfaccettata eredità nel campo dell’immagine digitale odierna nella scena artistica italiana. Ai saggi, per lo più basati su ricerche d’archivio, fanno seguito le testimonianze dei protagonisti e una selezione di documenti.

Silvia Bordini ha insegnato Storia dell’arte contemporanea e Storia delle tecniche artistiche alla Sapienza Università di Roma. Nel corso delle sue ricerche ha dedicato particolare attenzione alla storia delle sperimentazioni dei nuovi linguaggi artistici che utilizzano tecnologie elettroniche e digitali. Tra gli altri interventi Videoarte & arte. Tracce per una storia (Roma 1995); Arte elettronica. Metamorfosi e metafore, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 2001; Arte elettronica (Firenze 2004); Videoarte in Italia (n. monografico di «Ricerche di storia dell’arte» 2006); Appunti sul paesaggio nell’arte mediale (Milano 2010).

Francesca Gallo insegna Storia dell’arte contemporanea alla Sapienza Università di Roma. I suoi studi spaziano dal XIX al XXI secolo, attorno al rapporto fra riflessione teorica, pratica artistica e nuove tecnologie. Ha dedicato diversi studi, a Les Immatériaux e a Jean-François Lyotard (Roma 2008). Recentemente si è occupata di Ketty La Rocca (Milano 2015 e Ferrara 2018), di La performance in Italia: temi, protagonisti e problemi (n. monografico di «Ricerche di storia dell’arte» 2014) e del video d’arte degli anni Settanta (Milano 2017).