Wilhelm von Humboldt

Idee per un tentativo di determinare i limiti dell’attività dello stato

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Postfazione di: Riccardo Pozzo

Collana: Filosofie
2019, 190 pp.
ISBN: 9788857561462
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Sinossi

Un pieno dispiegamento delle forze individuali è possibile solo in un’atmosfera liberale, ossia entro i limiti stabiliti dal diritto e dalle forze del singolo. Sotto questo punto di vista, avendo come obiettivi polemici non solo e non tanto lo Stato prussiano quanto piuttosto l’ideale giuseppino di governo e l’artificialità raziocinante del citoyen, Humboldt nega che lo Stato abbia il dovere di incrementare il benessere positivo, fisico, dei suoi cittadini. Il compito esclusivo dello Stato consiste nell’attenzione verso il benessere negativo dei cittadini, ossia nell’assicurare la sicurezza dei cittadini all’interno della società e contro i nemici esterni. Scrivendo all’indomani della Rivoluzione francese, Humboldt invita a distinguere tra rivoluzioni e riforme. Tanto più credibile, dunque, l’assicurazione che questo progetto di riforma costituzionale – perché tali sono in fondo le Idee per un tentativo di determinare i limiti dell’attività dello Stato (composte tra il 1791 e il 1792 e pubblicate postume nel 1851), a differenza del milliano Sulla libertà (1859), che rispetto al problema della riforma dello Stato resta su termini ben più generali – costituisca un prezioso esempio di come uno slancio di carattere utopico volto a migliorare le condizioni dell’assetto socio-politico si concretizzi in proposta, al contempo, audace e realistica.

Wilhelm von Humboldt (1767-1835) fu non solo teorico politico, filosofo della storia, filologo classico, critico letterario, esperto di estetica, ma anche ambasciatore, ministro e membro di delegazione al Congresso di Vienna. Si ritirò dalla politica in segno di protesta contro la svolta reazionaria impressa in Prussia dall’accettazione dei deliberati di Karlsbad (ottobre 1819).

Recensioni

Il Sole 24 Ore, 26 aprile 2020
“Liberalismo alle origini e i limiti dello stato di diritto”
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