Marina Lazzari

Tra Husserl e Heidegger

Per una fenomenologia del bene comune

Informazioni
Collana: Centro Internazionale Insubrico
2021, 232 pp.
ISBN: 9788857581392
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Sinossi

Sorta nel cuore di una profonda esigenza rinnovatrice, la diffusione del sintagma bene comune interpella la contemporaneità verso inediti sentieri riflessivi. Il tentativo di una sua ricognizione teorica e giuridica sembra, tuttavia, scontrarsi con una serie di straordinarie difficoltà: l’estrema eterogeneità di contenuti e di contesti cui il bene comune viene fatto riferire, l’utilizzo del termine al singolare e al plurale, la discussa distinzione tra beni comuni materiali e immateriali, sembrano vincolare l’intenzione di ricerca ai soli settori specialistici di applicazione. Come intendere, allora, filosoficamente, la ricchezza, ma anche l’ambiguità semantica del sintagma bene comune? Il volume prova a rispondere al quesito attraverso le magistrali voci di Edmund Husserl e di Martin Heidegger che permettono di offrire visibilità a ciò che antecede, teoreticamente, il variegato prisma delle stesse proposte normative-culturali rivolte al bene comune, facendone affiorare i tratti descrittivi.

Marina Lazzari (Varese 1955), docente ricercatrice del Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti” dell’Università degli studi dell’Insubria di cui sta curando gli Archivi filosofici relativi alla «scuola di Milano», ha collaborato, in qualità di docente incaricata, con le Università degli Studi di Genova, di Torino e dell’Insubria. Autrice di monografie, è coautrice di volumi collettanei relativi alla filosofia platonica, al criticismo kantiano, alla fenomenologia.