Laura Marchetti

Sulla tradizione orale

Il mito, il pianto, il canto

Informazioni
Collana: Eterotopie
2022, 352 pp.
ISBN: 9788857587677
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Sinossi

Il futuro, se è felice, dovrebbe avere un cuore antico, fatto di fiabe, di miti, di ninne-nanne e serenate, di storie d’amore perdute e di epici duelli, di commozioni e di lutti di fronte al tempo che porta via la bellezza e i nostri cari. Il futuro, se è umano, dovrebbe avere un cuore antico, fatto di memorie, di saperi che conservano l’aroma della terra e del mare, di piccole comunità radicate ma piene di strade su cui, nei secoli, hanno camminato meticciamenti e ospitalità. Il futuro, se è qui, dovrebbe avere un cuore antico, popolato di uomini cantanti e di donne narratrici, che, faccia a faccia, sanno ancora raccontare e tramandare meravigliosi simboli in cui, come in uno scrigno, vive l’Immaginazione, la facoltà che offre alla realtà la possibilità della sua trasformazione.
Un futuro così non può essere visto. Lo sapevano i poeti dal cuore antico che celebravano le Muse, le nonnine che, di fronte al braciere, evocavano orchi e streghe, i pescatori che, dopo aver tolto le reti, sospiravano di fronte alle sirene. I loro occhi erano ciechi e comunque non avevano dovuto sopportare slides, web e cloud. Quando guardavano, vedevano i cieli e non gli schermi. Le loro voci così erano più seducenti, malia per le orecchie, legami per i corpi. Tesori umani viventi, la tradizione orale li fa testimoni di una storia notturna, spesso emarginata, ma non meno pregnante di quella ufficiale. E questo libro li omaggia.

Laura Marchetti è Professore di Antropologia culturale e di Didattica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha insegnato per anni Didattica delle culture all’Università di Foggia in cui è stata coordinatore del “Centro per la complessità e le politiche UNESCO”. È membro del Comitato scientifico internazionale di Ricerche per l’Immaginario con sede a Stettino (Polonia). Ha scritto varie monografie fra cui La madre, il gioco, la terra (1994); Il fanciullo e l’angelo (1996); Il pensiero all’aria aperta (2003); L’occhio e lo specchio (2005); Ecologia politica(2007), Alfabeti ecologici (2013); La fiaba, la natura, la matria. Pensare la decrescita con i Grimm (2014); Oltre la mente coloniale (2014); Agalma. Per una didattica della carezza (2017); Samar. La luce azzurra a Itaca, Roma Bahgdad (2017), fino all’ultimo libro, Matria. Un neologismo riparatore (2020). Ha partecipato inoltre a diversi volumi collettivi, fra cui Dal Sudafrica (2005), con il resoconto critico della propria partecipazione, nella delegazione italiana, al II Vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile e poi, fra gli altri, ai volumi A che serve la storia. I saperi umanistici della modernità (2010) e Senso e forme della comunità oggi (2010), Alfabeti dell’intercultura (2017), Aprire le porte. Per una scuola democratica e cooperativa (2018). Ha scritto per la Riviste “Paradigmi”, “Semiotica”, “Metis”, “Reladei” e “Pedagogia”. Ha collaborato con il quotidiano “Liberazione” e oggi collabora con le pagine della cultura de “Il Manifesto”. Engagé pacifista ed ecologista, è stata uno dei “Sette Saggi” che hanno redatto il Programma Nazionale dell’Ulivo nel 1994 e nel 2006 ed è stata Sottosegretario all‘ambiente nell’ultimo Governo Prodi. Attualmente fa parte del Collegio degli Esperti del Presidente della Regione Puglia, dove si occupa di ambiente e cultura. È la coordinatrice scientifica del Progetto “Le Strade della Fiaba”, in collaborazione con l’Enciclopedia Treccani.