
Gilles Deleuze
Istinti e istituzioni
Gilles Deleuze nelle sue letture giovanili si concentra sul rapporto tra istinti e istituzioni. Su questo tema, che costituisce una sorta di filo rosso che attraversa la sua intera produzione teorica, egli raccoglie contributi di studiosi di discipline diverse, pubblicando quest’opera nel 1955. Pensare l’istituzione come mezzo positivo di soddisfazione delle “tendenze”, contro la valenza limitativa della legge, è infatti uno dei cardini dell’avventura intellettuale di Deleuze, laddove quest’ultima può essere tradotta anche nei termini di una “politica del desiderio”, di un’attenzione alle dinamiche dell’esistere che non vuole soggiacere alle ideologie della mancanza, del niente o della finitezza mortificata e, in fondo, annichilita. Istinti e istituzioni si presenta quindi come una delle matrici essenziali di un’esperienza teorica tra le più significative degli ultimi decenni.
Ubaldo Fadini insegna alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Ha recentemente curato, con A. Zanini, il Lessico postfordista. Dizionario di idee della mutazione (Milano, 2001) e, con A. Negri e C.T. Wolfe,Desiderio del mostro. Dal circo al laboratorio, alla politica (Roma, 2001). Per i nostri tipi ha pubblicato: Principio metamorfosi. Verso un’antropologia dell’artificiale (Milano, 1999); Immagine-desiderio. Contributo ad una genealogia del moderno, con G. Pascucci (Milano, 1999).
Katia Rossi è dottoranda in Filosofia presso l’Università di Bologna. Studiosa di Estetica contemporanea, è autrice di saggi sul pensiero di Gilles Deleuze.