Umberto Curi

L’immagine-pensiero

Tra Fellini, Wilder e Wenders: un viaggio filosofico

Informazioni
Collana: Volti
2009, 172 pp.
ISBN: 9788884839312
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Sinossi

Questo libro è il tentativo di occuparsi non di cinema, ma di film. Senza sentirsi in obbligo di giustificarsi. Senza cautelarsi preventivamente con robuste dosi dell’Estetica di Hegel o del saggio di Heidegger sull’origine dell’opera d’arte. Senza bombardare il malcapitato lettore con il napalm delle citazioni. L’intento è di verificare, nel campo aperto della lettura del testo cinematografico, fino a che punto la filosofia “c’entri” o meno con il cinema, senza preoccuparsi che ciò che si dice, lavorando su un film, abbia la qualità di essere “filosofico”. Si vorrebbe insomma considerare una buona volta risolta, o comunque poco interessante, la questione riguardante lo statuto del cinema. E affondare invece - fino a dove si è in grado di farlo, con tutti gli strumenti analitici di cui si dispone - nel vivo dell’opera cinematografica. Per capirla di più, certamente, ma anche e soprattutto per cogliere meglio in essa la presenza di una charis inconfondibile.

Umberto Curi
 è docente di Storia della Filosofia e direttore del Centro Interdipartimentale di Storia e Filosofia delle scienze dell’Università di Padova. Già visiting professor presso le Università di Boston e Los Angeles, ha tenuto conferenze e lezioni in una ventina di università straniere. Fra le sue pubblicazioni recenti, Meglio non essere nati, Torino 2008 (Premio Capalbio per la filosofia) e Miti d’amore, Milano 2009. Al cinema ha già dedicato tre libri: Lo schermo del pensiero, Milano 2000; Ombre delle idee, Bologna 2002; Un filosofo al cinema, Milano 2006. Per Mimesis ha pubblicato anche: Pensare con la propria testa, 2009.