La novella degli Scacchi e della tavola reale

Informazioni
Collana: Simorg
1999, 268 pp.
ISBN: 9788887231267
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Sinossi

Testo phlavi, traduzione e commento al Wizarisn i catrang ud nihisn i new-ardaxsir "La speigazione degli scacchi e la disposizione della tavola reale".

 

Il Wisarisn i catrang è un suggestivo racconto del VI-VII secolo d.C. in cui per la prima volta è riportata una descrizione degli scacchi e della tavola reale. Un sovrano indiano sfida il re persiano Xusraw I, ingiungendogli di risolvere l’enigma del catrang (gli scacchi). Il saggio persiano Wuzurgmihr non solo riuscirà a sconfiggere lo sfidante indiano, ma inventerà a sua volta il new-ardaxsir (la tavola reale o backgammon), completando così la vittoria persiana. La tenzone tra mondo indiano e iranico viene simbolicamente “giocata” attraverso l’invenzione di due giochi che palesemente contrappongono il raziocinio alla sorte. Il presente testo offre l’occasione di seguire le origini, lo sviluppo e la simbologia degli scacchi e del backgammon con una accurata disamina delle fonti e teorie relative all’invenzione di tali giochi nel mondo antico. L’autore approfondisce inoltre non solo le tematiche concernenti la simbologia militare degli scacchi ma offre un excursus sulle implicazioni di carattere astrologico connesse al backgammon e ad altri giochi da tavoliere di carattere astrale e divinatorio.


Antonio C.D. Panaino è professore associato di Filologia Iranica presso l’Università degli Studi di Bologna (Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, sede di Ravenna); studioso dell’Iran preislamico, con particolare attenzione per le sue tradizioni religiose (Zoroastrismo, Manicheismo e Cristianesimo d’Asia centrale) e per l’evoluzione delle scienze e pseudoscienze tra mondo antico, tardoantico e medioevo (astronomia e astrologia in particolare), ha pubblicato diverse monografie e circa un centinaio tra saggi critici, voci enciclopediche e recensioni di carattere scientifico. Nel 1998 è stato insignito del Premio iranologico “R. et T. Ghirshman” de l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi per le sue due monografie (apparse nella Serie Orientale Roma dell’ex IsMEO) dedicate a Tistrya, il dio della stella Sirio (Tistrya. I. The Avestan Hymn to Sirius, Roma 1990; Vol. II. The Iranian Myth of the Star Sirius, Roma 1995). Per le edizioni Mimesis ha curato la riedizione del Vendidad di F.A. Cannizzaro e la presentazione dei volumi di al-Biruni (L’arte dell’astrologia, 1997 e di Franz Cumont (Astrologia e Religione presso i Greci e i Romani, 1997). Nel 1998 ha pubblicato, nella Serie Orientale Roma dell’attuale IsIAO, il volume Tessere il cielo.