Guido Boffi

Nero con bambino

L’antropologia impolitica di Walter Benjamin

Informazioni
Collana: I cabiri
1999, 219 pp.
ISBN: 9788887231410
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Sinossi

“Filosofo della crisi”, “filosofo dell’ebraismo”: ecco le due più ricorrenti immagini, specularmente opposte, che negli anni Ottanta sono state attribuite a Walter Benjamin. Ora invece si manifesta l’esigenza di una presentazione che colga il più possibile unitariamente l’originalità e la poliedricità del pensiero di Benjamin, senza la fretta di catalogarlo o assimilarlo esclusivamente al marxismo, all’ebraismo o al postmoderno. Rileggendo i testi benjaminiani secondo i punti focali della simbolicità, del mito, dell’onirismo, della memoria, del moderno, pare profilarsi il disegno di un’antropologia dall’acceso tenore impolitico. Il presente saggio dà ampio risalto a quegli “uomini tedeschi“ che Benjamin, spesso nascostamente, predilesse nelle sue letture (Usener, Warburg, Creuzer, Bachofen, Klages). Ascoltare gli intrecci e le sovrapposizioni momentanee di tali voci significa coglierne il richiamo a una nuova umanità.

 

Guido Boffi è dottore di ricerca in filosofia. Oltre a vari articoli su riviste e interventi in libri collettanei, ha pubblicato una monografia su Schelling, Estetica e ontologia dell’immaginazione. Una lettura di Schelling (Milano 1997), autore del quale ha anche tradotto il Sistema dell’idealismo trascendentale (Milano 1997). Ha inoltre curato una recente edizione delle Lettere sull’educazione estetica dell’uomo di F. Schiller (Milano 1998).